Proteste
«Squalificare Denis? È da Daspo»
Sarri amareggiato: «È come se avessero colpito mio figlio». Maccarone: «È un vigliacco»
BERGAMO. Poteva e doveva essere la storia di una partita divertente, che l’Empoli prima domina poi butta letteralmente via, facendosi raggiungere in pieno recupero da un Atalanta che ci mette poco che il cuore. Diventa, invece, il racconto di un agguato. Quello che avviene a partita finita, e non da esattamente da pochi minuti, e che vede due protagonisti. L’aggressore, German Denis, e la vittima, Lorenzo Tonelli.
L’accusa di Maccarone. A denunciare l’accaduto ci ha pensato il capitano azzurro, Massimo Maccarone, in sala stampa. «Non vorrei neanche parlare di questa storia – ha spiegato – ma dobbiamo farlo, e lo faccio io perché sono il capitano. Denis e Cigarini sono entrati a fine gara nel nostro spogliatoio. Hanno chiamato Tonelli come se gli volessero parlare e invece Denis gli ha rifilato un cazzotto da dietro sul volto, colpendo il naso e un occhio. Tonelli lo aveva provocato? In campo hanno litigato e sono volate anche parole grosse, ma questo non giustifica un gesto così violento». Più tardi, poi, Maccarone è tornato a parlare dell’accaduto. «Mi ha chiamato Cigarini e mi ha giurato sui propri figli che, lui non ha nessun coinvolgimento in quello che è successo e che non era assolutamente d’accordo con German Denis per aggredire Tonelli. Visto che ho due figli anche io – ha concluso Big Mac – non ho motivo di non credergli. Detto questo rimane la gravità di quello che ha fatto Denis».
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Botta e risposta. Gravità che - in attesa della giustizia sportiva - l’Atalanta ha provato ad attenuare attraverso le dichiarazioni del dg Marino. «Denis ha avuto una reazione scomposta ma Tonelli in campo e nel tunnel l'aveva minacciato di morte, lui e la sua famiglia. È stato provocato, ha sbagliato ma sono avvertimenti di tipo mafioso. Le luci spente? Un problema tecnico. Forse qualcuno si è appoggiato all'interruttore». Frasi che hanno trovato la pronta replica del ds azzurro Carli. «Io ho un'immagine di Denis positiva, ovvero di una persona bella, tosta, vera. Però a fine gara, dopo circa un quarto d'ora, in maniera furba, è venuto nei nostri spogliatoi e ha colpito Tonelli. Ha perso lucidità. Le frasi di Marino? Un autogol – la replica del dirigente azzurro – questa è violenza. Non è ammissibile ed è fuori luogo tentare di giustificarla. Cosa pensava Denis: che veramente Tonelli andasse a casa sua ad uccidergli la famiglia? Non è cattivo, ma ha fatto una bischerata. Ha sbagliato e dovrà pagare. La punizione la infliggerà la Procura federale, che ha visto tutto».
L’amarezza di Sarri. Ma, secondo Sarri, la squalifica potrebbe anche non bastare. «Dispiace tanto, perché quando aggrediscono un tuo giocatore è come se ti aggredissero un figlio. Fortunatamente – ha aggiunto – hanno assistito all'episodio sia la Digos che la Procura federale e spero che prendano i provvedimenti adeguati. Squalifica? Credo che il gesto compiuto da Denis in realtà sia da Daspo. È un peccato, perché conosciamo bene questa squadra e questa società e sappiamo il buon lavoro che fanno, ma un episodio del genere si può solo condannare e speriamo che non accada mai più».
Il silenzio di Tonelli. Il direttore interessato, Lorenzo Tonelli, sceglie invece di non parlare dell’episodio. «Al momento – sottolinea sulla strada del ritorno – mi dispiace per aver pareggiato una partita che avevamo già vinto. E con pieno merito. Su quello che è accaduto non dico niente, almeno per il momento. Spero solo che il naso non sia rotto. Faremo degli accertamenti, ma non sono molto fiducioso. Le dichiarazioni di Marino sulle minacce a Denis? Non scherziamo dai, mica sono Al Capone...».
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