Gioco
Reja non si nasconde «Partita determinante Serve aggressività»
BERGAMO. «Quella contro l’Empoli è una partita determinante, decisiva per la salvezza. Vincere dipende da noi. Ci vorrà la giusta mentalità». Questo il pensiero di Edy Reja alla vigilia della sfida...
BERGAMO. «Quella contro l’Empoli è una partita determinante, decisiva per la salvezza. Vincere dipende da noi. Ci vorrà la giusta mentalità». Questo il pensiero di Edy Reja alla vigilia della sfida salvezza che si giocherà oggi alle 12.30 al Comunale di Bergamo, una gara di fondamentale importanza per Denis e compagni. «Dovremo essere aggressivi e giocare con ritmo – prosegue il tecnico dei nerazzurri – questa è l'unica ricetta per fare una buona gara. La squadra sta reagendo bene ed è meno timorosa, ma può migliorare ancora. L’Empoli? Gioca a memoria ed è senza dubbio la rivelazione del campionato. Sarri il personaggio del momento. I toscani sono a un passo dalla salvezza, a noi invece manca qualcosa in più e ora è il momento di conquistare i punti che ci servono per raggiungere il nostro obiettivo. Non facciamo tabelle, ma credo che la salvezza quest'anno sia a quota 35-36 punti, un bottino del genere può bastare per rimanere in serie A».
Sullo schieramento anti Empoli Reja non si sbottona: «Penso che la squadra non cambierà molto rispetto alla sfida contro la Roma, avremo di nuovo a disposizione Biava in difesa e Cigarini a centrocampo, che erano squalificati. Potrei riproporre la stessa difesa che è scesa in campo nell'ultima partita, ma voglio pensarci ancora su prima di fare le scelte definitive. Abbiamo diversi calciatori diffidati e mercoledì ci sarà lo scontro diretto con il Cesena – conclude il tecnico subentrato dopo la metà della stagione a Stefano Colantuono – che sarà decisivo per il nostro campionato e per la lotta salvezza, però se devo essere sincero non penso di attuare il turnover».
Infine, l’allenatore nerazzurro risponde al pm Pugliese che durante il processo agli ultrà aveva sottolineato che Reja si era inchinato alla volontà dei tifosi bergamaschi. «Ho una certa età – spiega l'allenatore ex Lazio e Napoli – e non mi sono mai inchinato davanti a nessuno nel corso della mia carriera. Sono arrivato da poco e non conosco ancora bene la realtà di Bergamo e della tifoseria nerazzurra, non conosco le dinamiche che ci sono, per cui non è stato assolutamente giusto che io sia stato tirato in ballo in questa vicenda in cui penso sia chiaro che non c'entro assolutamente niente».
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