Toscana
La storia di Foquinha, il “quasi ex” più sfortunato
Doveva arrivare nel 2008 ma si ruppe il ginocchio la sera prima, da allora ha avuto altri 5 interventi
EMPOLI. Luciano Spalletti, uno che dell’Empoli ha scritto le pagine di storia, aveva un modo tutto suo per dirlo: «Il calcio ti dà il pane e la sassata». E, questa, è proprio una storia di sassate. Quelle rimediate, anni fa, dagli azzurri, ma soprattutto da un “quasi azzurro”.
Ovvero quella di Kerlon Moura Souza, attaccante brasiliano del 1988 meglio noto, forse, col soprannome di Foquinha per quel prolungato palleggio con la testa (il numero della foca monaca della Gialappa’s) che esibiva in campo. Le strade di Kerlon e dell’Empoli stavano per incrociarsi nell’inverno del 2008. Gli azzurri si ritrovarono con Pozzi ko e Saudati con la pubalgia durante la rincorsa a una salvezza che poi non sarebbe (ahinoi) mai arrivata.
Così il dg Pino Vitale pensò a questa operazione da condurre insieme all’Inter: prendere l’attaccante emergente del calcio brasiliano, l’allora 20enne Kerlon, insieme ai nerazzurri a tenerselo per almeno 6 mesi. A Milano sono d’accordo, perché Kerlon lo seguono già da due anni, il procuratore Raiola anche. Tutto ok, insomma.
Solo che Foquinha deve giocare un’ultima partita con il suo club, il Cruzeiro, prima di liberarsi. È Coppa Libertadores e i brasiliani a passare il turno ci tengono assai. È una partita maledetta, però, perché proprio in quella partita a Kerlon salta il ginocchio: lesione ai legamenti. Come logica conseguenza salta anche l’operazione, già conclusa, di mercato. L’Empoli retrocede e Kerlon non vestirà mai l’azzurro (o almeno questo azzurro).
In Italia arriva sei mesi dopo. Sempre per volontà dell’Inter, che però si appoggia al Chievo per ripetere l’operazione già pensata con l’Empoli. Di Kerlon e del suo numero della foca monaca, però, si vede poco o niente.
Al Chievo non gioca. L’anno dopo torna all’Inter, quindi passa all’Ajax e di nuovo in Brasile. Poi se ne perdono le tracce, ma la storia di questo ragazzo è ben più triste di una semplice retrocessione. Gira il mondo per giocare, è vero, ma si fa male con una puntualità impressionante (e pure agghiacciante...): 4 operazioni alle ginocchia, 2 alle caviglie. Totale 6, una dietro l’altro. Tanto da provare a ripartire, ora, da Miami, quarta serie del calcio Usa, il soccer. Sperando, ovviamente, che Kerlon torni Foquinha...
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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