Sicurezza
Empoli bello e folle, ma non basta
Prova maiuscola allo Stadium ma un’altra pazzia cambia la partita... quella dell’arbitro
INVIATO A TORINO. La pazzia che Sarri voleva c’è, l’Empoli anche. Solo che a indirizzare la partita è un’altra follia, quella dell’arbitro. Troppo, insomma, per sperare di trovare gloria anche allo Stadium.
La follia... di Giacomelli. L’Empoli si presenta ancora con Barba al fianco di Rugani e lo stesso undici pre-sosta, nella Juve le assenze sono abbastanza (deve aver pensato Allegri) e il progetto di turnover va a farsi benedire. Il modulo è il 3-5-2 d’emergenza, è vero, ma là davanti Tevez gioca. Eccome gioca. I buoni propositi degli azzurri, infatti, si vedono in avvio, ma nella fase centrale del primo tempo sbattono proprio sulla vena dell’Apache. L’asso argentino ingaggia un duello personale con Sepe che il portierone azzurro vince al 4’ e al 19’. I bianconeri gestiscono il possesso palla, provano ad “aprire” l’Empoli coi cambi campo, ma l’assenza di un regista vero impedisce che il forcing diventi assedio e, Tevez a parte, c’è solo Lichtsteiner a chiamare in causa l’estremo azzurro (34’). Il gol sembra nell’aria, ma in effetti col passare dei minuti le cose migliorano. Sarri si sbraccia come un dannato (e come non mai)e riesce a far rialzare sia il baricentro che la testa ai suoi. Al 40’, anzi, una splendida azione Vecino-Saponara-Maccarone porta quest’ultimo a battere da buona posizione, ma senza fortuna. La “follia” che il tecnico aveva chiesto, insomma, inizia a vedersi e a dare i frutti. Solo che è un’altra “follia” a cambiare la storia del match: quella dell’arbitro Giacomelli che, al 42’, trasforma un intervento difensivo di Rugani in un retropassaggio volontario che non sta né in cielo né in terra. E’ punizione a due metri dalla porta, insomma, e Tevez ringranzia scaricandola in porta nell’unico angolino libero:1-0 Juve e tutti negli spogliatoi a rifiatare dopo un primo tempo consumato su ritmi importanti.
Fermati da Buffon. E i ritmi, almeno quelli degli azzurri, restano altissimi anche nel secondo tempo. Già, perché se nel primo la truppa di Sarri aveva tenuto botta, nella ripresa diventa quasi padrona dello Stadium stazionando quasi sistematicamente sulla trequarti della Juve. È l’Empoli di sempre, insomma, che detta il gioco con coraggio (un coraggio che a tratti sfiora l’incoscienza) e con la difesa altissima. Con la differenza, però, che stavolta lo fa in casa della squadra che ha vinto gli ultimi tre scudetti e ha il quarto già virtualmente cucito sul petto. Tanta roba, insomma. Basta pensare che quando Allegri decide di sganciare Morata non se la sente di togliere Tevez, reduce dagli impegni con la nazionale, ma richiama Llorente (maluccio). C’è molto Empoli, insomma. E ci sono anche le occasioni nitide per raggiungere un pari che sarebbe più che meritato. Peccato che l’ultimo baluardo da superare non sia uno dei tanti ma Gigi Buffon. Che infatti, al 6’ ma soprattutto al 24’, si esalta su Pucciarelli e salva il vantaggio dei suoi. È un copione capovolto, insomma. E, non a caso, ora tocca ad Allegri infuriarsi come un dannato in panchina. Nel finale Sarri prova ad affidarsi alle forze fresche in avanti, passando anche al 4-3-2-1, ma stavolta la fortuna non aiuta gli audaci (gli azzurri chiudono in 10 per l’infortunio muscolare di Verdi, entrato da poco, nel finale). Anzi, Pereyra nel finale raddoppia dopo un’altra perla di Sepe su Tevez (e Sarri si fa espellere).
Vincere... perdendo. Un peccato, insomma. Ma alla i motivi per sorridere non mancano. Intanto perché l’Empoli conferma di essere una splendida realtà, poi perché i risultati del pomeriggio mantengono il vantaggio di 12 punti sulla zona rossa (il Cesena è a -11, ma con lo scontro diretto in svantaggio). Per una Pasqua serena, insomma, può andar bene anche così....
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