Sicurezza
Altro che... Calimero Diousse brucia le tappe
Il baby (17 anni) senegalese è il pulcino di casa Empoli e da mesi lavora coi grandi «Cerco di imparare qualcosa tutti i giorni e farlo in questa squadra è più facile»
EMPOLI. Ricordate Calimero? Era il pulcino «piccolo e nero» della tv italiana negli anni 70 prima e 90 poi. Una creatura dell’allora animazione pubblicitaria, oggi più semplicemente marketing, che conquistò l’Italia. Uno così, oggi, c’è anche in casa Empoli. Si chiama El Hadjj Assane Diousse e chi frequenta tutti i giorni il Castellani ha imparato a conoscerlo.
Da mesi, infatti, si allena con il gruppo di Sarri. Per 6 volte è andato in panchina (più 2 in Coppa Italia) ed è davvero il pulcino del gruppo. Perché Diousse è nato il 20 settembre del 1997. Si, avete letto bene. Non è ancora maggiorenne ma già lavora, tutti i giorni, con i grandi. Il ragazzo di Dakar, d’altra parte, è abituato a bruciare le tappe e la sola differenza con Calimero è che lui, pur essendo «piccolo e nero» (di pelle) dal gruppo è stato accolto a braccia aperte.
«È vero – racconta, per niente emozionato di fronte alla sua prima intervista – questi ragazzi con me sono stati splendidi fin dal primo giorno. Mi aiutano, mi danno consigli, mi incoraggiano. È un piacere stare con loro».
E con Sarri?
«È la stessa cosa. È un allenatore molto bravo e preparato che, con noi ragazzi, si spende tantissimo. Non trascura chi viene dalla Primavera, anzi per noi ha sempre un’attenzione e un consiglio in più».
Ma Diousse come è arrivato al Castellani?
«Sono nato in Senegal, a Dakar. E lì ho iniziato a giocare. Poi nel 2010 mio padre, che era già qui in Italia per lavoro, mi ha chiamato qua. Ho fatto un provino con la Carrarese, poi con l’Empoli e qui sono rimasto. Ho iniziato nei Giovanissimi e ora eccomi qui».
Con quale spirito?
«Con quello di chi vuole imparare, migliorarsi. Cerco di impegnarmi al massimo ogni giorno per diventare un bravo calciatore».
Come se lo immagina il suo esordio?
«Non me lo immagino».
Cioé?
«Non mi dispiacerebbe, è chiaro, però non ci penso più di tanto. Il mio obiettivo, ripeto, è quello di apprendere il più possibile, cercando magari di rubare qualche segreto ai compagni, visto che fortunamente sono molto bravi. Se poi deve succedere succederà. Ma sono convinto che impegnandosi al massimo ogni giorno, poi le soddisfazioni arriveranno».
E se Sarri, una domeniche di queste, dovesse girarsi è dirle “vai ragazzo, tocca a te...”?
«Cercherei di ripagare la sua fiducia. Per questo cerco di farmi trovare pronto e, anche in panchina, faccio di tutto per essere sempre molto concentrato».
Magari potrebbe diventare il nuovo Valdifiori...
«Magari. Mister Sarri mi fa provare spesso in quel ruolo, ma a me andrebbe bene qualsiasi posizione pur di giocare. L’allenatore mi dice dove stare e cosa fare e io cerco di fare il meglio. È così che la penso».
Nell’attesa come vive questa fase di apprendimento?
«Con gioia. Anche perché la squadra sta andando non bene ma benissimo. Ed è un vantaggio per tutti. Anche per noi giovani».
@DavidBiuzzi
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