Il dolore
La classe operaia va in paradiso
Super Empoli: stende la squadra del presidente di Confindustria e s’avvicina al traguardo
EMPOLI. È la classe operaia che va in paradiso. Solo che, a differenza del film-capolavoro del 1971, il regista non si chiama Elio Petri ma Maurizio Sarri. E i panni del protagonista non sono dell’immenso Gian Maria Volonté, anima e corpo del protagonista Lulù, ma stavolta toccano a Riccardo Saponara, che il popolo azzurro con 15 minuti di calcio stellare conditi da due gol e un assist. È un’interpretazione di quelle che lasciano il segno, insomma, per una pellicola destinata a ricevere applausi (che sui social network già si sprecano) e premi. È la storia di una squadra piccola piccola - di quelle che non piacciono a Lotito, tanto per intendersi - capace di schiantare anche la truppa del presidente di Confindustria, il Sassuolo di “mister Mapei” Squinzi, che a tratti sembra più comparsa che attore non protagonista sul grande schermo (verde) del Castellani.
Squadra fantastica. Perché lavoro, impegno idee e organizzazione a volte possono valere anche più del soldi. Succede raramente, ma succede. Nel calcio come nella vita. E così l’Empoli vince (con pieno merito) e convince (per l’ennesima volta) semplicemente perché è più squadra del Sassuolo. E mentre i neroverdi a tratti sembrano giocare ognuno per conto proprio (litigando anche vistosamente fra di loro, sul campo), gli azzurri mettono anche le qualità dei singoli al servizio del collettivo. Così, dopo un avvio non proprio incoraggiante, l’Empoli prende in mano la partita per non lasciarla più. Già nel primo tempo sfiora il gol con Valdifiori, Barba, Pucciarelli e Saponara, rischiando grosso solo quando Croce decide di mettere alla prova i riflessi di Sepe. Manca il gol, però, e siccome il Sassuolo non scherza la gara resta aperta a qualsiasi soluzione.
S’accende... la luce. Nella ripresa, però, Ricky Saponara (strappato proprio al Sassuolo dal ds Carli sul mercato di gennaio...) decide di farsi rimpiangere ancora di più e, dopo una manciata di secondi, s’inventa la rete del vantaggio. Potrebbe essere l’episodio decisivo, ma è chiaro che in ogni buon film che si rispetti deve esserci posto anche per il colpo di scena. Quello che si materializza al 4’, quando il secondo tentativo di autorete di giornata dell’Empoli stavolta ha successo: è Rugani, infatti, a dare un dispiacere a Sepe con un tocco un po’ così su un cross insidioso di Berardi. Tutto da rifare, insomma. Ma questo straordinario Empoli il problema sembra non esistere. Anche perché il protagonista, Saponara, ha ancora perle da regalare. In 120 secondi, infatti, prima offre a Mchedlidze (in campo da meno di 5” per Maccarone) la palla del sorpasso, poi chiude in gloria firmando il tris e la personale doppietta. Di Francesco, sotto di due, prova a rientrare in partita sganciando attaccanti su attaccanti, ma Sarri non è certo uno sprovveduto e sganciando Zielinski (per l’eroe Saponara) disegna un 4-5-1 che, di fatto, toglie spazio vitale al Sassuolo.
Record e... match point. Così l’Empoli sceglie il modo migliore per raggiungere il record assoluto degli 8 risultati utili consecutivi in serie A (non era mai accaduto). Lo fa, poi, davanti agli occhi del ct Lippi e di moltissimi osservatori (anche del Rubin Kazan e di diverse squadre tedesche) piovuti al Castellani per ammirare Sarri e i suoi gioielli. Ma per quello, per il mercato e per gli inevitabili addii, ci sarà tempo. Ora non è il momento, perché stavolta oltre ad andare (anzi, a restare) in paradiso, la classe operaia azzurra vuole anche il premio Oscar. Quello che si chiama salvezza.
@DavidBiuzzi
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