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Empoli, la salvezza è più... Vecino

di David Biuzzi
Empoli, la salvezza è più... Vecino

L’uruguaiano, un ex, gela il Sant’Elia in extremis e regala un punto dal valore incalcolabile

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CAGLIARI. Dammi solo un minuto, proprio come cantavano i Pooh. È l’ultimo di Cagliari-Empoli quello che vogliamo e, dopo averlo aspettato, ci teniamo stretti. Quello in cui Matis Vecino, l’ex, ci mette la firma e regala alla truppa di Sarri un punto pesante che più pesante non si può. Perché rimette in piedi una partita ormai perso, certo, ma soprattutto perché rimette in piedi questa partita, ovvero uno scontro diretto. Con il Cagliari che resta a -9 e la zona rossa - in attesa del risultato del Cesena - sempre a debita distanza.

Nel pallone. Finisce con la gioia degli azzurri e la disperazione rossoblù, insomma. Eppure la storia della partita per larghi tratti lascia intendere ben altro. Sembra quella dell’andata, in pratica, quando la truppa di Zeman sbancò il Castellani segnando 4 gol in un amen. Dopo un avvio anche incoraggiante, infatti, l’Empoli commette l’errore di lasciare spazio ai sardi, incassa al primo tiro nello specchio della partita (che, peraltro, manco sembra irresistibile) e poi sbanda pericolosamente. Lo salvano i propri meriti, come la paratissima di Sepe sul tiro di Crisetig deviato, ma anche la fortuna, che si materializza nei legni, con il palo prima “baciato” da uno scatenato Joao Pedro, l’autore del gol, e poi colpito in pieno da Mpoku. Il tutto nel giro di 13 minuti 13 (dal 20’ al 33’) con lo show del Cagliari inframezzato solo da una fiammata di Saponara non sfruttata da Maccarone. Poco, decisamente poco. Anche perché, al di là delle occasioni, nel lungo momento buio la squadra di casa sembra averne di più sotto tutti i punti di vista: più fame, più gamba, più idee.

Dentro il match. L’Empoli soffre, insomma, perché Signorelli non è Valdifiori e Barba non è Tonelli, ma soprattutto perché il Cagliari viaggia con la quinta marcia inserita e gli azzurri fanno tutto più lentamente del solito. Come già accaduto con Palermo e Genoa, insomma, il ritmo forsennato e il pressing quasi violento degli avversari tolgono sicurezza e riferimenti. Ma, proprio come nei precedenti match, l’Empoli ha il grande merito di restare aggrappato alla partita. E, soprattutto, di tornarci dentro passo dopo passo. Succede nella ripresa, quando fatalmnente il Cagliari perde tono e intensità e i cambi di Sarri fanno il resto. L’ingresso di Zielinski, in particolare, riaccende la squadra. Ma anche il figliol prodigo Pucciarelli porta vivacità e incisività. È un altro Empoli, insomma. Non quello brillante che domina in lungo e in largo a San Siro, sia chiaro, ma neanche quello che si fa prendere a pallonate come nel primo tempo. Anzi, l’aspetto più importante è che la squadra conferma la maturità mostrata nelle ultime uscite: non si butta in avanti allo sbaraglio, ma cerca di guadagnare metri a volte centimetro dopo centimetro. Il resto, con il passare dei minuti, lo fa la crescita di Signorelli, sempre più padrone del campo, e, ovviamente, l’ultimo minuto. Sì, quello dei Pooh. Quello che vale un soffio di fiato, un attimo ancora. E, in questo caso, anche un punto che somiglia tanto a una fetta di salvezza.

Il sorriso. E che, di sicuro, permette all’Empoli di sorridere ancora. E per chiudere, con un sorriso, basta affidarsi a @MrZeman1, il fake del tecnico boemo su Twitter (se lo avete seguitelo, ne vale la pena...) che a fine gara racchiude tutto in meno di 140 divertentissimi caratteri (almeno se visti dalla parte giusta, quella azzurra): «è bastato Mpoku per perdere, eppure ero così Vecino a vincere...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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