Sicurezza
L’Empoli ci mette anche il cuore
Meno bello del solito, ma dopo 45 minuti terribili rialza la testa e agguana un pari che pesa
EMPOLI. Il primo match point va a vuoto, ma l’Empoli fa un altro passo verso la salvezza. Piccolo, è vero, ma pure molto significativo. Alla resa dei conti, infatti, gli azzurri guadagnano 1 punto sulla zona rossa (dove, ora, Cagliari e Cesena sono insieme) portando il vantaggio a +9 e con 1 giornata in meno di campionato da affrontare. Il fatturato c’è, insomma. Ma non è l’unico motivo per sorridere. Già, perché contro il Genoa la pattuglia di Sarri dimostra di non essere solo capace di giocare un gran bel calcio, ma in una giornata iniziata malissimo si aggrappa al cuore e riprende, con pieno merito, una partita che alla fine del primo tempo era persa. Irrimediabilmente persa.
La crescita. Segnale importante. Perché per restare in paradiso servono anche (e soprattutto) questi punti. A confortare, poi, è la crescita della squadra. Perché una partita simile, giusto un girone fa, capitò col Cagliari allora guidato da Zeman: 0-4 a fine primo tempo e addio. L’Empoli di oggi, però, è diverso. Più maturo, più consapevole dei suoi mezzi. Così tiene botta in un primo tempo in cui, sul campo, c’è solo il Genoa (o quasi), ma ruggisce nella ripresa fino ad agguantare un punto d’oro e sfiorare anche il colpaccio. Quando il fioretto non gira, insomma, bisogna tirare anche di sciabola.
Una crisi da 45 minuti. E stavolta, davvero, l’Empoli per 45 minuti sembra proprio non esserci. Troppo brutto per essere vero, troppo brutto per essere l’Empoli. I rossoblù, infatti, imperversano con un 3-4-3 in cui Iago Falque giostra da falso centravanti e lo strepitoso Niang che parte da destra. Non è la tattica, però, a spostare la bilancia. Semplicemente il Genoa ne ha di più: ha più gamba, più idee e per gran parte del tempo (il primo) la partita si consuma solo e soltanto nella metà campo azzurra. Ma se la truppa di Gasperini gioca la sua miglior frazione (lo dirà, a bocce ferme, il tecnico dei rossoblù), gli azzurri ne regalano una delle peggiori, con tanti singoli che girano a vuoto e l’incapacità di costruire le solite trame. Il solo Valdifiori ha le idee di sempre, ma a tratti sembra giocare da solo contro una squadra. Il veloce infortunio di Tonelli, poi, toglie anche sicurezze a una difesa dove già Laurini,al rientro dopo una lunga assenza, fatica tanto. Il gol di Niang, insomma, non è una sorpresa (semmai lo è lo sbandamento della retroguardia che si fa bucare con troppa facilità...). Né la fine del momento nero, visto che il Genoa continua a spadroneggiare.
La reazione. Per fortuna e per merito, però, al riposo si va col minimo scarto. E su questo aspetto l’Empoli costruisce la sua rinascita. Nella ripresa, infatti, entra in campo una squadra diversa. Gli uomini sono gli stessi, insomma, ma già prima dell’ingresso di Verdi per Saponara (opaco) è tutta un’altra musica. Gli azzurri, infatti, dimostrano di volerlo fortissimamente questo pareggio e ci vanno vicini a ripetizione, all’1-1, prima di segnarlo con Barba sulla solita palla inattiva con cui Valdifiori - il migliore per distacco - manda al manicomio Perin. Sull’onda del gol, l’Empoli tutto cuore continua a farsi preferire e solo una prodezza del portiere genoano (che così riscatta l’errore) impedisce a Big Mac di firmare il sorpasso. Gasperini si copre con i cambi, mentre Sarri non può giocarsi l’ultima carta (Mchedlidze) perché Laurini s’arrende ai crampi. Entra Somma, al debutto in azzurro, e nel finale tornano i brividi. Giusto un pizzico di sofferenza, però, che serve per apprezzare di più un punto che pesa, pesa tantissimo.
@DavidBiuzzi
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