Il Tirreno

Empoli

Un pari è tanto Empoli: ora è +8

di David Biuzzi
Un pari è tanto Empoli: ora è +8

Gli azzurri sbandano in avvio, poi sfiorano l’acuto e alla fine la zona rossa è più lontana

3 MINUTI DI LETTURA





PALERMO. Ok, il calcio non è mai stato e non è una scienza esatta. Qualche volta, però, il rischio è quello di esagerare. Come in questo caso, perché a conti fatto il pareggio dell’Empoli nella tana del Palermo - squadra che in casa vanta un ruolino di marcia inferiore solo alla capolista Juve e all’inseguitrice Roma - vale ben... 8 punti. Quelli di vantaggio sulla zona rossa, cioé, con il Cagliari che perde la seconda gara consecutiva in casa (stavolta col Verona). Un bottino, con 25 turni di campionato già passate agli archivi del pallone, decisamente consistente. Come consistente è l’Empoli, che in una gara complicata rischia di perdere prima ma anche di vincere poi.

Avvio difficile. Nella prima fase, in particolare, il Palermo gioca su ritmi altissimi e, come sempre, s’appoggia sul talento infinito di Dybala (gran bel giocatore) e su quello appena più contenuto di Vazquez. Il resto, per i rosanero, è pressing costante, corsa, squadra corta. L’Empoli, insomma, viene quasi aggredito e deve aggrapparsi a Sepe prima e alla traversa poi per non ritrovarsi ai piedi dello splendido santuario di Santa Rosalia, cioé con una montagna da scalare, che domina città e stadio. Al di là dei meriti dei singoli e di quel pizzico di fortuna che proprio non guasta, però, gli azzurri sono bravi a restare dentro il match con le unghie e con i denti. Un segnale di crescita anche questo, perché quando non si può usare il fioretto è doveroso tirare di sciabola. Già nella prima frazione, però, si capisce che il Palermo è destinato a pagare dazio all’avvio sprint e, tutte le volte che si allunga, le sgasate di Saponara fanno male (e paura).

Cambia il copione. E, puntualmente, la ripresa racconta tutta un’altra storia. Certo i rosanero restano pungenti - anche perché là davanti hanno davvero qualcosa in più non solo dell’Empoli ma di molte squadre - ma gli azzurri guadagnano metri minuto dopo minuto. Gli infortuni di Morganella e Gonzalez, coi conseguenti cambi obbligati, amplificano il trend e i giovanotti di Sarri potrebbero passare alla cassa già al 12’, quando Daprelà rovina su Vecino nell’area rosanero ma Cervellera (che, come sempre, non convince) lascia correre. La superiorità dell’Empoli, insomma, diventa evidente. Il Palermo s’allunga e sbanda, ma dopo aver corso un altro paio di rischi è bravo Iachini a sganciare una punta, Belotti, con l’ultimo cambio per provare a rialzare il baricentro dei suoi. L’operazione riesce solo in parte, ma tanto basta per non farsi schiacciare dentro la propria area di rigore nell’ultimo spicchio del match. Che, in sostanza, diventa la ciliegina sulla torta di una partita già bella. I fuochi d’artificio, infatti, si aprono al 35’ con Vitiello che anticipa Maccarone proprio all’ultimo istante utile e si concludono al 45’ con Mchedlidze che, di testa, non devia bene un bel cross di Hysaj. In mezzo, però, ci sono due colossali occasioni, una per parte, che si consumano nel giro di pochi secondi. Prima, infatti, con la difesa azzurra a centrocampo (altro dato che dice molto...) Dybala fugge via dopo l’unico errore di Rugani ma viene stoppato dalla provvidenziale (ed esemplare) uscita di Sepe fuori area, poi sul capovolgimento di fronte Verdi riesce a crossare una palla che tutti danno per fuori e Mchedlidze, a porta vuota ma presessato da un avversario, colpisce male e spedisce fuori.

Vietato mollare. Peccato, poteva essere il match point. Forse anche per il discorso salvezza. Che, invece, resta aperto. Ma questo Empoli, al di là del vantaggio, ha tutto per coronare un altro sogno.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa