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Un palermitano a Empoli Accardi “gioca” il suo derby

di David Biuzzi
Un palermitano a Empoli Accardi “gioca” il suo derby

Il team manager torna per la prima volta alla Favorita nei panni di dirigente «Scordiamoci la vittoria sul Chievo e quella dell’andata, sarà molto dura»

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EMPOLI. È un derby, il suo derby. Palermo-Empoli non è una partita come le altre, né potrebbe esserlo, per Pietro Accardi. Lui, il team manager azzurro, nella Conca d’oro è nato, in rosanero è cresciuto calcisticamente. Certo, in anni di onorata carriera alla Favorita ci è tornato più volte. Ma, domenica, per la prima volta lo farà da dirigente. Non in campo, dunque, ma in tribuna. Con una prospettiva completamente diversa. E non solo dal punto di vista... visivo.

«Quando giochi – spiega – l’emozione passa in fretta, al fischio d’inizio passa tutto. Stavolta, invece, potrebbe essere diverso. Non so se sarà peggio o meglio. Ve lo dirò alla fine della partita».

Sembra di capire, però, che l’emozione ci sarà.

«Eccome. Io sono di Palermo e ne sono orgoglioso. Sono fiero di essere palermitano e siciliano. Ovviamente tiferò Empoli, perché l’Empoli è la mia società e il mio pane quotidiano».

Non il dolce, però...

«E no. Quello è di Palermo. Pasticceria Accardi, in zona università. I miei l’hanno aperta all’inizio degli anni ’70 e ormai è uno dei locali storici della città. E non solo dolci: facciamo gli arancini più buoni di tutta la Sicilia, fidatevi».

E la partita, invece?

«Penso e spero che sarà bella. S’incontrano non due sorprese ma due realtà della serie A. Nel Palermo, come nell’Empoli, si vede un’idea di gioco, si vede la qualità dei singoli e si vede la mano dell’allenatore».

E con quei due là davanti...

«Dybala e Vazquez stanno facendo cose eccezionali. E sono contento, perché entrambi hanno completato un percorso di crescita iniziato proprio nel Palermo».

Comunque sarà dura.

«Molto. Come per l’Empoli lo sono tutte. E questo, secondo me, è un vantaggio».

In che senso?

«Quando davanti hai sempre una partita difficile cerchi sempre di preparare al meglio, dando il massimo. E, fortunamente, spesso ci riusciamo. E, se lavoriamo bene, possiamo riuscirci anche a Palermo».

Intanto l’Empoli si presenterà a Palermo con 7 punti di vantaggio sulla zona rossa.

«Ma la classifica non va guardata. Non lo abbiamo fatto quando non vincevamo, non dobbiamo farlo adesso. È stato uno dei nostri punti di forza e deve continuare ad esserlo. Giusto festeggiare la vittoria col Chievo, anche per come è arrivata, ma da oggi (ieri per chi legge, ndr) testa bassa e pedalare per prepararsi al Palermo. Senza pensare nemmeno alla vittoria dell’andata: sarà tutta un’altra storia, sarà molto, molto più dura».

Parlavamo prima degli attaccanti rosanero, ma del suo amico Maccarone che ci dice?

«Che sono contento. Molto. Per lui, per noi. E, devo dire, che nel suo exploit c’è qualcosa anche del direttore, di Carli, che ha difeso lui e tutti gli altri nostri attaccanti a spada tratta anche quando, a mercato aperto, tutti ci chiedevano di prendere un’altra punta. Massimo ha sentito questa fiducia, come quella dei compagni e del tecnico, e la sta ripagando a modo suo. Cioé nel modo migliore: coi fatti».

Ora mancherebbe solo il gol di Tavano...

«Arriverà, nessun dubbio. Avete visto come ha giocato col Chievo? Deve solo continuare su questa strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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