Gioco
Il colpo di genio di Sarri illumina l’Empoli
Lo scacco matto al Milan è arrivato con una mossa che poteva sembrare azzardata ma che rispecchia la filosofia azzurra
EMPOLI. Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione. Lo diceva Rambaldo Melandri (al secolo Gastone Moschin) in "Amici miei atto II", capolavoro di di Mario Monicelli è della cinematografia italiana. Ed è una frase che, oggi, calza a pannello anche per Maurizio Sarri. Già, perché il tecnico azzurro non ha solo costruito nel tempo una macchina (calcistica) che funziona quasi alla perfezione. No, è capace anche di trovare soluzioni in corsa. Scelte che possono sembrare anche folli ma che, a conti fatti, pagano molto spesso.
Colpo di genio. Esattamente quello che è successo a San Siro. Già, perché nel tempio del calcio il suo Empoli ha dominato la scena e lui ha saputo essere decisivo ancora in corsa. È successo all’inizio della ripresa, quando il Milan stava provando a “fatturare” l’immeritato gol del vantaggio realizzato da Destro al termine di un’azione di contropiede (sì avete letto bene, proprio contropiede) mentre iniziavano a scorrere i titoli di coda del primo tempo. Alzando la linea del pressing e schierando Menez in marcatura (quasi) a uomo su Valdifiori, i rossoneri stavano placando gli azzurri. O almeno a rimettendo la partita un po’ più in equilibrio. Fin quando, appunto, Sarri ha estratto il coniglio dal suo cilindro: dentro Verdi e fuori Vecino, con Zielinski arretrato nel ruolo di interno destro.
All’arrembaggio. Bingo. La versione iper-offensiva dell’Empoli, infatti, ha immediatamente e definitivamente annichilito il Milan. Passando dal 4-3-1-2 di sempre a una sorta di 2-5-1-2 (passaggio che abbiamo provato a sintetizzare nelle tabelle in alto), Sarri è diventato padrone. Con i soli Tonelli e Rugani a difendere, aiutati da Valdifiori, i terzini in pianta stabile sulla linea di centrocampo e qualità da ogni parte. Una mossa probabilmente non ripetibile dall’inizio, ma che di sicuro è servita e potrebbe servire ancora.
Ipse dixit. E che Sarri, come sempre, ha tradotto in maniera perfetta a fine gara, con una frase che ieri ha fatto il giro dei social network (insieme alla montagna di elogi che ha sommerso l’Empoli). «Non abbiamo la forza delle big – ha detto – ma il calcio non è solo tecnica, bensì volontà, fantasia e coraggio. E noi proveremo a salvarci così. Fino alla fine». Un po’ come il colpo di genio di “Amici miei”. Solo che il regista, in questo caso, si chiama Maurizio Sarri.
DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
