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Il riscatto dell’Empoli premia il Carli-pensiero

di David Biuzzi
Il riscatto dell’Empoli premia il Carli-pensiero

I dubbi sul mercato pesano meno dopo l’acuto di Big Mac e la prova di Zielinski Il ds: «Non siamo fenomeni, ma cerchiamo sempre di portare avanti delle idee»

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EMPOLI. Non è la sua rivincita. Prima di tutto perché non aveva bisogno di prendersene nessuna, poi perché - al limite - semmai succederà quando i giochi saranno fatti. Eppure la prima vittoria del 2015, quella sul Cesena, per il direttore sportivo Marcello Carli ha un sapore particolare. L’ultimo mercato, quello che si è chiuso ad inizio febbraio, è stato quello del capolavoro strategico per riportare a casa Saponara, ma anche quello che ha lasciato un po’ di disappunto per i mancati arrivi (soprattutto davanti) e alcune cessioni impreviste (su tutte quelle di Laxalt).

Non sarà stato (e non era) sul banco degli imputati, insomma, ma col Cesena uno degli attaccanti difesi a spada tratta, Maccarone, si è inventato il gol del vantaggio, un altro dei suoi “prediletti”, Signorelli, ha firmato il raddoppio e il giovane indicato come nuovo interno di centrocampo, Zielinski, si è preso la scena con una prova sontuosa nel nuovo ruolo. Soddisfazioni, insomma. «Ma parlare dopo una vittoria – spiega il ds dell’Empoli – è troppo facile. Forse anche rischioso, perché si rischia di passare per fenomeni. E nel calcio se fai o peggio ancora ti senti fenomeno è la fine. La verità è che il nostro mercato deve tener conto di tante cose, come gli aspetti economici, ma comunque è portato avanti con delle idee. Sempre».

Anche stavolta?

«Certo. La linea guida ce la da sempre il campo, quello che vediamo quotidianamente. Delle doti di Zielinski e della sua crescita, ad esempio, ci eravamo accorti tutti. Poi è stato bravo il mister a intuire che poteva fare bene anche da interno. Così abbiamo deciso di accontentare Laxalt che aveva perso uno po’ di voglia ed era attratto da altre possibilità. E, sia chiaro, parliamo di un altro ragazzo che può diventare un giocatore fortissimo, proprio come Piotr. Signorelli? Con lui è stato più semplice. Di Franco conosciamo vita, morte e miracoli e avremmo accontentato la sua voglia di trovare più spazio solo se fossimo stati sicuro di sostituirlo bene. Così non è stato ed è rimasto, rinnovando anche il contratto».

E l’attacco?

«Ho sempre avuto chiaro in testa che era difficile, se non impossibile, trovare qualcuno più forte dei nostri quattro attaccanti. Loro, semmai, hanno solo un problema. E cioé che tengono talmente tanto alla maglia che indossano che è finiscono per accusare più del dovuto i normali periodi di flessione. Loro, come ho detto personalmente a tutti e quattro, devono solo pensare a continuare a lavorare così, perché chi si allena in un certo modo non può, alla lunga, non fare grandi cose».

Ma in fondo in fondo, dica la verità, un po’ sua questa vittoria se la sente?

«No, è dell’Empoli. Ma è una vittoria che sento particolarmente, questo sì. Per me e per noi tutti è stata una settimana durissima. Abbiamo perso un grande amico come Silvio Nacci e tutti eravamo un po’ scossi. Personalmente sentirò tanto la sua mancanza. Era sempre con me e con il mister, era una presenza costante e importante. Potergli dedicare questo successo mi e ci ha fatto tanto piacere».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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