Il Tirreno

Empoli

«L’Empoli per me è una seconda famiglia»

di Alessandro Marmugi
«L’Empoli per me è una seconda famiglia»

Michele Somma da mascotte al fianco del padre a protagonista in maglia azzurra: «Qui per crescere e ritagliarmi spazio»

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EMPOLI. Sembra un po’ la classica trama di un film, quella in cui un bambino la sera va a dormire e al mattino si sveglia e come per magia, improvvisamente si ritrova grande, ormai trasformatosi in un adulto. Chi ha rivisto ieri al Castellani Michele Somma dopo 10 anni ha avuto proprio questa sensazione, di ritrovarsi di fronte un bambino che in un attimo, in un battito di ciglia è cresciuto, diventando un uomo, ma soprattutto un calciatore.

Quando arrivò al fianco del padre Mario nel 2004 era un ragazzino paffutello che si divertiva a seguire il papà in panchina e a giocare a calcio. «Sarà un bravo difensore» – diceva l’allora tecnico dell’Empoli – e anche se Michele deve ancora fare tanta strada forse tanto male non ci aveva visto. E dieci anni dopo eccolo di nuovo qui allo stadio Castellani, questa volta non in veste di simpatica mascotte, ma in quella di vero e proprio protagonista. «Sono veramente contento di essere qui – spiega il neo acquisto azzurro – . Sono legato all’ Empoli e a questa città perché è da qui che ho cominciato ad entrare nel mondo del calcio professionistico stando a fianco a mio padre. Sono stati dei bellissimi momenti che abbiamo vissuto assieme e adesso spero di riviverli io personalmente da protagonista. Alla fine per me l’Empoli è come una seconda famiglia».

Michele poi parla del rapporto col padre e della “dritta” su Empoli. «Con mio padre ho un bel rapporto ma sinceramente tra noi parliamo poco di calcio – rivela il difensore –. Mi dice sempre di giocare a calcio tranquillo e con serenità. Si è vero quando c’è stata la possibilità mi ha consigliato di venire qui ed era molto felice di questa possibilità». Michele spera di potersi ritagliare il suo spazio e proseguire quanto di buono fatto in questa prima parte di stagione. «Ho visto giocare l’Empoli da avversario proprio recentemente – racconta – nelle ultime partite giocate in Coppa Italia e in campionato e ho visto che la squadra gioca davvero bene a calcio, non butta mai via il pallone. Poi so che questa è la piazza ideale per un giovane che è alle prime armi, qui si può crescere bene e io spero proprio di proseguire nel mio percorso di crescita e di ritagliarmi il mio spazio. Il mio ruolo? Sono un difensore centrale poi sono mi sono adattato anche a giocare come terzino destro. Ma quello che mi interessa non è il ruolo ma giocare e maturare esperienza, dove schierarmi poi lo deciderà il mister. Questi mesi con la prima squadra della Roma sono stati importanti perché sono riuscito ad imparare molto dai giocatori che avevo davanti. Ad inizio anno c’era Benatia, ma non dimentichiamoci di Castan e Yanga-Mbiwa. Sulla destra un giocatore che ha vinto tanto come Maicon. Sicuramente allenarmi insieme a questi calciatori di livello internazionale mi ha aiutato molto nel mio percorso. Il mio idolo in assoluto? Senza dubbio Sergio Ramos – rivela il giovane difensore azzurro – sia perché come ruolo è simile a me, può giocare sia a destra che come difensore centrale e poi perché stravedo per lui, mi piace molto la grinta e il carattere che mette in campo». Michele Somma indosserà la maglia numero 50, la stessa che aveva anche in giallorosso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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