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Empoli

l’espulsione di sarri

Lo sfogo del mister «In Italia non si può più giocare a calcio»

EMPOLI. Non lo ha fermato neanche l'influenza che per tutta la settimana lo aveva messo ko e gli aveva impedito di prendere parte agli allenamenti. Mister Maurizio Sarri scatenato e grintoso (come...

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EMPOLI. Non lo ha fermato neanche l'influenza che per tutta la settimana lo aveva messo ko e gli aveva impedito di prendere parte agli allenamenti. Mister Maurizio Sarri scatenato e grintoso (come sempre) in panchina all'Olimpico non ci ha visto più a metà della ripresa per le numerose ingiustizie che gli azzurri hanno dovuto subire durante la gara con la Roma.

E così quando Mario Rui è stato steso da Florenzi a gioco fermo non ci ha visto più e ha detto ancora una volta al signor Russo di Nola quello che pensava.

«Non si può più giocare a calcio in Italia», ecco lo sfogo dell' allenatore azzurro che per questa frase captata in diretta dalle tv è stato allontanato dal terreno di gioco dal direttore di gara.

Una frase che racchiude tutto il dispiacere e la frustrazione per quanto visto dall' allenatore in mezzo al campo.

A fine gara invece il mister ancora provato dalla febbre alta e dall'influenza degli ultimi giorni non ha parlato, ha parlato il vice di mister Sarri, Giovanni Martusciello che ha commentato il match dell'Olimpico in cui gli azzurri sono riusciti a strappare un punto importantissimo. «Noi dobbiamo muovere la classifica ed oggi meritavamo il risultato piano».

«Sentivo il discorso sul fallo di mano di Riccardo Saponara, ma non dimentichiamo anche la prima ammonizione che c'era fallo di Nainggolan ed è quella decisiva».

Poi il vice di Sarri spiega: «La partita è stata affrontata come volevamo. Noi per fare risultato dobbiamo giocare così, proponendo calcio, non sappiamo giocare sugli avversari. Gli attaccanti? Noi facciamo della coralità la nostra forza. Se gli attaccanti non concretizzano le occasioni da gol la colpa non è solo di un reparto». Su Saponara: «Sì, noi lo abbiamo già avuto, ha messo chili, s'è strutturato, entra in un contesto dove si lavora a ritmi altissimi, forse non era più abituato a lavorare così in settimana, ma – conclude Giovanni Martusciello – un po’ alla volta ci arriva».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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