Sicurezza
Ora l’Empoli prova a spazzar via le nubi
A Roma per ritrovare slancio, intanto se ne va pure Laxalt
EMPOLI. Ripartire, ritrovarsi. Per muovere un classifica che di colpo si è fatta poco tranquillizzante, certo, ma soprattutto per spazzare via le prime brutte nubi che si stanno addensando sull’Empoli. Che, paradossalmente, si trova a dover affrontare la Roma, stasera all’Olimpico, quasi con lo stesso spirito e lo stesso obiettivo dell’andata: dimostrare di esserci, di poterci stare.
I motivi. Già, perché il ko con l’Udinese e, più in generale, le difficoltà ad andare a segno stanno rendendo il compito più arduo di quello che potrebbe essere, almeno per la qualità del gioco fin qui espresso, ma l’Empoli resta l’Empoli e chi aveva pensato di vivere una stagione senza affanni, in serie A, probabilmente aveva sbagliato mira dall’inizio. La salvezza era e resta un’impresa, insomma. Che, però, è nelle corde, come ha ampiamente dimostrato il girone d’andata. Ora, dunque, bisogna solo (si fa per dire) fare quello che è già stato fatto: correre, lottare, soffrire. Con la Roma come con le altre avversarie.
La chiave. Metterci le armi e la convizione di sempre, insomma. Perché i punti per la salvezza sono ovunque, anche all’Olimpico, e conquistarli è un compito ai confini della realtà, ma non oltre. Visti i problemi in mezzo dei giallorossi, visto il fresco precedente di Coppa Italia, insomma, le possibilità di creare difficoltà alla truppa di Garcia ci sono. Per tornarsene a casa con qualcosa in mano, è ovvio, ma soprattutto per non perdere le convinzione di potersela giocare.
Il mercato. Anche con una rosa che, giorno dopo giorno, perde i pezzi. L’ultimo, in ordine di tempo, Diego Laxalt, tornato all’Inter e ora destinato Genoa. «Non teniamo chi non ha voglia di restare con noi – sentenzia il ds Carli – così come non prendiamo tanto per prendere». Laxalt, infatti, potrebbe non essere sostituito. L’intenzione, infatti, sembra quella di impostare Zielinski come interno di centrocampo, una sorta di vice-Croce. Resta da coprire, invece, il vuoto lasciato da Bianchetti, tanto che stasera a Roma (con Tonelli fuori) in panchina ci sarà uno dei difensori centrali della Primavera: Borghini (maglia numero 52). Chiaro che c’è bisogno di qualcosa, e presto. Ma al momento candidati noti non sembrano esserci.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
