Sicurezza
Per l’Empoli ora è tutto da rifare
L’Udinese (che tira una volta e segna due...) si porta via il “tesoretto” costruito nell’andata
EMPOLI. Era servito un intero girone, quello di andata, per costruirsi un importante tesoretto. Un gruzzolo di punto, ma inferiori ai 3, da gestire sulla zona rossa della classifica. Sono bastati 90 maledetti minuti, però, per rimettere tutto in discussione. Chi si era illuso, insomma, ora si rassegni guardando in faccia la reatà: l’Empoli la sua salvezza dovrà ancora conquistarsela, tutti, sudarsela punto per punto. Un’impresa, insomma, ma un’impresa possibile. Proprio perché la brigata di Sarri ha già dimostrato di poterci riuscire. Nella prima metà del campionato, per la precisione, quando ha messo insieme 19 punti figli di prestazioni superbe - tipo l’ultima con l’Inter - ma anche di occasioni sprecate. Quelle per allungare il passo. I segnali che ad attendere l’Empoli c’erano ancora lacrime e sangue, insomma, proprio non mancavano.
Un tiro, due gol. La doccia gelata arriva per mano dell’Udinese del grande ex Di Natale. L’uomo che colpisce ancora gli azzurri (al 20’) sfruttando un cross di Allan e, soprattutto, un’errata lettura di Tonelli. Merce rara, rarissima. Abbastanza da far capire che al Castellani sta andando in scena una partita da pazzi. L’Empoli non la gioca con il vestito buono, questo va detto, perché non ha lo stesso predominio mostrato con l’Inter né, forse, la stesa vigoria fisica. Vecino, soprattutto, è molto più impreciso del solito. A rimettere in sesto le cose, però, ci pensa il figliol prodigo, al secolo Riccardo Saponara. Che Sarri sgancia dall’inizio sulla trequarti e che illumina la scena con strappi, giocate, conclusioni. Dai suoi piedi - che non sono esattamente i monti di pietra cantati da Gianni Morandi - spesso e volentieri nascono fiori e la cronica difficoltà a concretizzare tutta la mole di gioco espressa (non sono in termini di gol, ma persino di conclusioni) viene “bypassata” dall’arbitro Ghersini, che al 36’ punisce con il rigore un intervento di Danilo su cross di Pucciarelli (molto attivo pure lui) che sembra di spalla. Dal dischetto, però, re Riccardo, principe dalla trequarti, non ha pietà e sigla il suo primo gol in serie A festeggiando con la Maratona e (forse) aumentando i dubbi in casa del Milan (visto come sono messi i rossoneri era proprio il caso di cedere lui?). La ripresa si apre con la rabbia dell’Udinese che, però, dura il tempo di un amen. Dal 5’ al 14’, infatti, sono ancora gli azzurri a sfiorare il sorpasso. Ma le beffa è dientro l’angolo. Un cross sbagliato di Widmer, infatti, sorprende (colpevolmente) Sepe e diventa il nuovo vantaggio della Stramaccioni-band. Che, in sostanza, si trova due gol all’attivo (e uno di vantaggio) con un solo tiro in porta. Alla faccia della concretezza...
Zero idee. La reazione immediata dell’Empoli, nonostante il colpo tremendo, è anche buona, ma il problema è che a guidarla - là davanti - è il solo Saponara. Così quando il fantasista (che non giocava da una vita) cala e viene sostituito, per gli azzurri iniziano i dolori. Verdi ci mette voglia, ma è poco lucido, Maccarone fatica a scrollarsi di dosso il peso del primo pallone (un’occasione) non concretizzato e la truppa di Sarri fa una fatica del diavolo. Kone prova a dare una mano agli azzurri facendosi cacciare, ma il problema è che l’Empoli dimostra di avere tanto cuore, ma poche idee. Qualche mischia, certo, potrebbe risolversi meglio, ma la fortuna per ora non è mai stata compagna di viaggio di questi ragazzi. Che, anzi, rischiano per un mani di Rugani non fischiato dal direttore di gara. E per l’Empoli, dunque, non è tutto sbagliato, ma tutto da rifare sì.
@DavidBiuzzi
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