Attenzione
L’altro Empoli s’arrende... all’arbitro
Coppa Italia, gli azzurri fanno tremare Roma: Verdi (1° gol azzurro del 2015) riprende Iturbe, poi decide un rigore inventato
INVIATO A ROMA. Addio alla Coppa Italia, com’era prevedibile. Ma con un film che non t’aspetti. Nonostante il massiccio turnover, infatti, l’Empoli tiene testa alla Roma, fa tremare Roma, e s’arrende solo... all’arbitro.
Subito Iturbe. Eppure la Roma ci crede, eccome, alla Coppa. Lo si capisce all’annuncio delle formazioni. Garcia, infatti, cambia qualcosina dietro, ma neanche troppo, mentre dalla cintola in su i big ci sono tutti. Sarri, invece, sgancia subito Saponara ricomponendo il tris d’assi con Maccarone e Tavano. Ma s’affida pure alla difesa-bis e a una mediana dove il solo volto noto è quello di Vecino. Scelte obbligate, sia chiaro, perché il campionato è sacro e la sfida con l’Udinese troppo importante per rischiare. Ma anche scelte che fanno la differenza, perché non sarà un Empoli bis ma almeno l’altro Empoli. Così i giallorossi hanno un approccio migliore e passano subito alla cassa. Prima ancora che l’Empoli si organizzi, in sostanza, Iturbe già esulta (ma in modo fra il contenuto e il polemico) sotto la sud chiusa dal prefetto (gli ultrà sono nei distinti, ma lo stadio è comunque semi-deserto) dopo aver approfittato di un cross di Pjanic e di un intervento troppo blando di Bianchetti. Cinque minuti appena, insomma, e il copione è già chiaro. Punti nell’orgoglio, però, gli azzurri hanno una buona reazione, nell’immediato, e la nota positiva è che a guidarla c’è il figliol prodigo, ovvero Riccardo Saponara. Il fantasista di ritorno, infatti, prima ci prova col destro (8’) senza trovare la porta, poi traccia una linea stuzzicante per Tavano (10’) che incrocia troppo il diagonale. È un bel vedere, insomma. Ma le sensazioni positive durano poco. In mediana, infatti, la Roma prende il sopravvento, Saponara (comprensibilmente lontano dal top della forma) perde brillantezza e soprattutto a destra Laurini (in ritardo dopo il lungo stop) e Bianchetti soffrono assai. Lo scatenato Nainggolan sfiora più volte il bis e al riposo, tirando le somme, si va coi padroni di casa avanti con merito.
Ecco l’albero. La ripresa inizia con gli stessi interpreti e lo stesso copione, ma Sarri ci mette le mani prima di capitolare. Entrano Hysaj e Zielinski per gli stremati Laurini e Saponara, ma la mossa più interessante è quella del minuto numero 24’. Cioé quando Verdi subentra a Maccarone e il classico 4-3-1-2 lascia il posto al 4-3-2-1. L’albero di Natale produce effetti imprevisti e imprevedibili. Che si concretizzano al 35’, quando Vecino imbuca una palla d’oro proprio per Verdi che “festeggia” l’arrivo di Saponara saltando Skorupski e depositando in rete il primo gol dell’Empoli nel 2015. Guizzo che, unito alla doppia prodezza di Bassi al 47’ su Liajic, vale l’overtime.
Ci pensa Di Bello. Nei supplementari a prevalere sembra la stanchezza. Così a spostare la bilancia ci pensa l’arbitro Di Bello, che a 7’ dai rigori trasforma un intervento pulito di Zielinski su Paredes (e che la palla cambia direzione si vede pure dal Colosseo... è roba da “Mafia Capitale”) nel penalty che Daniele De Rossi trasforma nel definitivo vantaggio. Così, con l’aiutone, la Roma passa, anche perché allo scadere Skorupski salva su Tavano, ma l’impressione (forte) è che a vincere sia stato l’Empoli.
@DavidBiuzzi
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