Sicurezza
Altro che “scarpa di legno” Scardigli è tornato bomber
Segna dopo un’astinenza di un anno e mezzo e la burla dei suoi compagni «Ma per riuscire ad assegnarmela sono stati costretti a farmi giocare poco»
EMPOLI. Segnare due gol in una partita per un attaccante può esser anche una cosa regolare, normale amministrazione. Ma i due gol segnati la scorsa settimana da Daniele Scardigli, centravanti della Fortuna, hanno tutto un altro sapore. Il sapore del vero spirito del calcio amatoriale. Quella doppietta all’apparenza banale rifilata al Ponterotto, infatti, è stata accolta come un trionfo dai compagni. Il perché è presto detto: Scardigli non segnava da addirittura un anno e mezzo. E proprio per il suo scarso feeling con il gol alla fine della scorsa stagione i compagni di squadra, con una “zingarata” stile “Amici miei”, gli avevano donato un premio davvero speciale. Una scarpa di legno, simbolo della sua arida vena realizzativa, fabbricata appositamente da un falegname e firmata da tutta la squadra. Ma lo scorso weekend per Scardigli più che da scarpa di legno è stato da pallone d’oro. «Era davvero tanto tempo che non riuscivo a segnare – racconta Daniele – e fare due gol, tra l’altro molto belli, è stato davvero una liberazione. Non realizzavo da un anno e mezzo, ma è anche vero che la scorsa stagione sono stato molto tempo fuori per infortunio. E poi se vogliamo dirla tutta – prosegue ridendo – a fine anno i compagni hanno cercato di tenermi fuori volontariamente». Ebbene si, perché la scarpa di legno era già stata commissionata e preparata dal falegname prima che finisse il campionato e doveva essere obbligatoriamente consegnata al vincitore. «E per questo motivo mi hanno fatto giocare poco, o sono stato sostituito in circostanze strane – aggiunge – e non riuscivo mai a capire perché. Poi tutto ha avuto una risposta». Risultato: neanche un gol realizzato e così, a fine stagione, i compagni hanno dovuto consegnarli il premio. «Si è trattato di un bel momento anche perché la consegna della Scarpa di legno è avvenuta durante la festa per l’intitolazione del campo di calcetto a Carlo Rosselli. Acciuga. È stato anche il modo per allietare in modo simpatico una giornata in ricordo di un amico». Poi una settimana fa, dopo che era volato via anche questo girone di andata, il ritorno al gol dopo un anno e mezzo, la vittima il Ponterotto. Per Schachner, così è soprannominato dagli amici, una giornata di festa. «E sono stati due gol uno più bello dell’altro – rivela – peccato perché anche nell’ultima partita avrei potuto segnare ma il portiere avversario è stato il migliore in campo e mi ha impedito di fare il bis». In casa La Fortuna la “scarpa d’oro” probabilmente se la aggiudicherà il bomber Bertelli, ma la seconda di legno, per andare a formare il paio, questa volta Daniele non la prenderà. «Ma mi avrebbe fatto comunque piacere – racconta – momenti come la consegna di questo premio al contrario sono quelli che rendono speciale giocare a calcio. La nostra più che una squadra è un gruppo di amici. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi e in quasi 20 anni, nonostante siano cambiate molte cose, siamo sempre insieme ogni weekend e non solo. Sia il gruppo storico che i ragazzi più giovani, che si sono integrati bene. E questo è sicuramente la vittoria più bella che si possa ottenere».
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