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Empoli

Il gioco si fa duro Serve il vero Empoli

di David Biuzzi
Il gioco si fa duro Serve il vero Empoli

La sfida col Verona inaugura una seconda parte difficilissima

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EMPOLI. Ci siamo. Si ricomincia. La sosta è alle spalle, il derby di Firenze poco più di un ricordo. Riparte il treno della serie A, infatti, e la sfida col Verona non ammette distrazioni. Quel che è stato è stato, con una classifica che forse ha più rimpianti che punti ma che resta inimmaginabile se si pensa alle tante incognite che hanno accompagnato l’inizio dell’avventura dell’Empoli di Sarri in serie A.

I motivi. Dubbi spazzati via a suon di prestazioni importanti e con una crescita costante culminata con le ultime 4 prestazioni (seppur senza vittorie) davvero convincenti. Eppure oggi sembra quasi di riavvolgere il nastro perché per gli azzurri sarà tutt’altro che semplice. Intanto perché la sosta di metà anno qualche cosa rischia sempre di toglierti, poi perché il Verona è una squadra tosta e ha una dota, la fisicità, che gli azzurri soffrono assai. Ma anche e soprattutto perché la seconda fase del campionato è sempre la più ostica. Quella dove i punti pesano tantissimo e ottenerli è sempre più complicato. L’Empoli, sia chiaro, ha le carte in regola per prenderseli, quei benedetti punti, e lo ha dimostrato ampiamente. Può farlo anche se le altre cercheranno più rinforzi sul mercato (ma non è detto che li trovino...) e con tutte le difficoltà di cui abbiamo parlato. Sì, può farlo. Ma deve essere quello che abbiamo lasciato nel 2014. Quella squadra, in sostanza, che ci mette sempre cuore, testa e gambe.

La chiave. A partire da subito, perché come accennato il Verona è un avversario pericoloso. La differenza fisica, soprattutto in mezzo al campo, è davvero notevole. Dunque bisognerà usare il cervello. Giocare palla a terra, cercare di far correre a vuoto glu avversari, accelerare il ritmo con sgasate improvvise. Tutte doti che sono nelle corde dell’allegra brigata di Sarri. Che non può sbagliare, perché la classifica non lo permette più di tanto, ma che ha la personalità per imporre il suo calcio anche in condizioni difficili (come ha fatto, a tratti, a Napoli e a Firenze). Anno nuovo Empoli vecchio, insomma. Con la speranza, però, di aggiungere un pizzico di concretezza, di ritrovare la verve realizzativa degli immortali Tavano e Maccarone. Perché, appunto, sarà ancora più difficile e qualcosina in più bisognerà farla.

@DavidBiuzzi

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