Il Tirreno

Empoli

Tanti destini incrociati nella sfida Empoli-Verona

di Alessandro Marmugi
Tanti destini incrociati nella sfida Empoli-Verona

Da Luca Toni che non riuscì a sbocciare al Castellani e che ora ha trovato una seconda giovinezza in Veneto, fino a Sarri solo di passaggio in gialloblù

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EMPOLI

C. ’eravamo quasi amati. Si, è proprio vero c’è mancato poco, veramente, ma l’amore alla fine non è sbocciato. Empoli-Verona sarà una sfida dalle mille sfaccettature ma anche un incrocio tra diversi ex che se da una parte hanno fatto fatica ad imporsi dall’altra dopo qualche anno spostandosi a distanza di chilometri hanno trovato la loro isola felice. È il caso di Toni che giovanissimo ad Empoli non riuscì a sbocciare e che ora a Verona è tornato ragazzino o di Alessandro Agostini che a due passi da casa non è mai riuscito a imporsi, mentre lontano dal Castellani è riuscito a diventare uno stakanovista della serie A. Il discorso inverso vale anche per Sarri con una parentesi lampo in riva all’Adige che poi qualche hanno più tardi sulle sponde dell’Arno ha trovato la sua definitiva consacrazione. Non aveva nemmeno vent’anni Luca Toni quando arrivò ad Empoli era un ragazzino che muoveva i suoi primi passi nel calcio professionistico lontano dal modenese dov’era nato e cresciuto. E subito riuscì ad appiccicarsi l’etichetta di vincente perché con quell’Empoli di Luciano Spalletti conquistò la promozione in serie A. Ma per lui non fu un esperienza molto felice visto che collezionò solamente 3 presenze realizzando un gol, che molti tifosi azzurri ricordano ancora. Un gol che sarebbe potuto essere l’unico in carriera di Fabrizio Ficini ma in quella gara a Ravenna a deviare il tiro del centrocampista con una gamba fu proprio Luca Toni. Poi vari prestiti in serie C, l’addio all’azzurro poi l’esplosione in tarda età molto dopo di quanto ci si sarebbe aspettati. Adesso invece dopo tanti successi internazionali si è rimesso in gioco a Verona dove in un anno e mezzo in 50 presenze ha realizzato 25 gol, trovando una nuova giovinezza. Un ringiovanimento che ha trovato anche Alessandro Agostini che a due passi da Empoli ci è nato a Vinci per la precisione lui che è uno Spicchiese. Ad Empoli era arrivato nel 2002, dopo esseri svincolato dalla Fiorentina che era fallita. Anche per lui però l’esperienza in azzurro non è mai decollata due presenze nella prima stagione e il passaggio in prestito a gennaio al Siena. 9 presenze nella stagione 2003-2004 poi l’addio verso un isola felice nel vero senso della parola. In Sardegna a Cagliari è diventato per anni una delle bandiere assieme al capitano Daniele Conti. Poi anche per lui l’approdo a Verona con 49 presenze in un anno e mezzo che lo hanno confermato come uno dei terzini più affidabili della categoria. Chi invece a Verona non ha praticamente avuto nemmeno il tempo di allenare è stato mister Sarri. In gialloblù la sua esperienza l’ha vissuta nel 2008, quando allenò la squadra soltanto per 6 giornate ottenendo un solo punto. Una situazione difficile, soprattutto però dal punto di vista societario, con un Verona letteralmente allo sbando che non permise al tecnico di esprimersi al meglio. Un’esperienza lampo che però ormai è solo un ricordo. Per Sarri l’amore non è sbocciato nella città di Giulietta e Romeo, ma all’ombra della fontana dei leoni. Un amore con la A maiuscola, quella della serie A. Anche lui qui ha rilanciato la sua carriera ed è riuscito a trovare una vera e propria seconda giovinezza. E il popolo azzurro non può essere più felice di così.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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