Lutto
Andrea e Mario fanno felice Jaya
Risultati ok per Malatesti e Guarino della Toscana Atletica sotto la guida di Campinoti
EMPOLI. Bilancio positivo per Andrea Malatesti (2001) e Mario Guarino (2002), atleti della categoria Ragazzi della Toscana Atletica Empoli Nissan Brogi e Collitorti, allenati Jaya Campinoti.
«Nell'anno appena trascorso - racconta Andrea - il punto più alto che ho raggiunto è stato il triangolare delle province, in cui abbiamo gareggiato contro Roma e Napoli e mi sono classificato terzo nei 60 metri, stabilendo un nuovo record personale (7.8). Quest'anno sono passato alla categoria Cadetti e ce la metterò tutta per migliorare, anche se gli allenamenti sono un po' più duri e gli ostacoli più alti».
«Per quanto mi riguarda - aggiunge Mario - il mio obiettivo è sempre quello di migliorarmi, al di là dei risultati. Io preferisco le gare di fondo a quelle di mezzofondo, come i 600 o i 1000 metri. Quest'anno mi sono classificato terzo nei 1000 a Lucca, tra i ragazzi del mio anno, e ho migliorato il mio record di quasi 10 secondi. Malatesti ha iniziato a 10 anni, « per provare, dopo aver fatto diversi sport che non mi piacevano granché. L'importante è il divertimento, però a me piace molto anche la competizione. Il cambio di allenatore di quest'anno da Jaya a Simone Caverni ha evidenziato alcune differenze di gestione, però devo dire che mi sono trovato bene con entrambi, perché qui all'Atletica Empoli l'aria è molto positiva».
Guarino ha invece iniziato in prima elementare, «forse anche influenzato dal fatto che anche mio padre corre il fondo. In ogni caso, mi sono trovato subito molto bene, sia con i ragazzi, che sono miei amici anche fuori dall'ambiente sportivo, sia con gli allenatori. Sono quattro anni ormai che mi alleno con Jaya e devo dire che il suo modo di insegnare sport è perfetto».
Pienamente soddisfatta Jaya: «Io e Francesco Muller abbiamo un gran bel gruppo. Siamo molto numerosi, ben 35, ma molti fanno atletica già da diversi anni e questo un po' aiuta. Il mio obiettivo è far crescere ulteriormente i nuovi arrivati e continuare a migliorare gli altri. A livello personale, spero ovviamente di migliorare anche me stessa come allenatore. L'importante è che i ragazzi non sentano troppa pressione né da noi né dai genitori».
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