Il Tirreno

Empoli

Ora il calore del pubblico è diventato un problema

di Alessandro Marmugi
Ora il calore del pubblico è diventato un problema

Le società protestano per le multe causate dal comportamento dei sostenitori La Serra scrive una lettera aperta ai suoi tifosi, la Lega calcio mantiene la linea

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EMPOLI. Quello che succede in campo, e non potrebbe essere altrimenti, è sempre al centro dell’attenzione. Ma negli ultimi anni anche quello che accade sugli spalti delle partite del calcio Uisp ha assunto sempre maggiore rilevanza. Nel corso del tempo il seguito attorno alle squadre del movimento amatoriale è aumentato, o meglio ha cambiato forma. Sono nati con sempre maggior frequenza gruppi di tifoserie organizzati che hanno colorato e ravvivato le tribune dei campetti di periferia. In alcune occasioni, però, qualcuno è andato un po’ sopra le righe e così le società si sono beccate delle multe, non salatissime ma che comunque vanno a pesare sulle casse (e anche punti di penalizzazione in Coppa Disciplina che a fine anno possono risultare decisivi per quanto riguarda la classifica). Multe che si sono ripetute nel corso della stagione tanto che alcune società hanno dovuto richiamare le loro tifoserie. È il caso della Serra che ha scritto una lettera ai propri tifosi, firmata dal tecnico e dai giocatori in cui chiedeva a tutto il pubblico di mantenere un comportamento adeguato per evitare sanzioni sia economiche che dal punto di vista disciplinare. Ma le penalità sono state inflitte anche a tante altre squadre come si evince dai bollettini della Lega: dal Lazzeretto all’Atletico Brusciana, dal San Pancrazio al Ctc Sovigliana Tentazioni. E per via di così tante sanzioni in questa prima parte della stagione, in molti hanno ritenuto le multe e le penalizzazioni inflitte dalla Uisp decisamente ingenerose, denotando un eccessiva rigidità del regolamento ma soprattutto di quanto si tratti di un tipo di sanzione in cui la discrezione dell’arbitro è assoluta. Il rischio, insomma, è che per le stupidaggini di pochi le società debbano pagare anche dal punto di vista sportivo e non solo economico. «Bisogna subito precisare che il problema non riguarda le tifoserie più animate, ma tutte le persone che sono presenti sugli spalti a vedere le partite – spiega il presidente della Lega calcio Uisp Roberto Cellai – che devono mantenere un comportamento corretto. Portiamo avanti da tanti anni, almeno 10-12, una battaglia contro chi va in tribuna con la scusa di andare a vedere una partita solo e soltanto per offendere l’arbitro ed i calciatori. E nel corso degli anni sono successi episodi di questo tipo, che speriamo non si ripetano. Per il resto ci sono anche tifoserie che fanno il tifo in maniera sfegatata con petardi e bandiere, ma se rispettano le regole, ovvero non offendono non disturbano il gioco e non lanciano oggetti in campo, non ci sono problemi». Il presidente Cellai poi affronta il problema delle multe, secondo molte squadre spesso esagerate e pesanti dal punto di vista economico. «La sanzione economica non è pesante, perlomeno le prime non lo sono poi è ovvio che se uno ripete le infrazioni spesso le cifre salgono. Ma non credo che il discorso economico sia il problema: le squadre sono più attente ad evitare le sanzioni in Coppa Disciplina che alla lunga possono portare penalizzazioni dal punto di vista sportivo. Ma noi, per evitare certi tipi di comportamento, non possiamo fare altrimenti».

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