Toscana
La vittoria val bene... un dito Cansani diventa eroe per un giorno
Il secondo portiere del Ponte a Elsa è entrato all’ultimo minuto e ha respinto un penalty decisivo «Mi sono accorto solo dopo della frattura scomposta, in campo ero troppo impegnato a esultare...»
EMPOLI. Cinque luglio 2014, quarti di finale dei mondiali di calcio tra Olanda e Costarica: l'allenatore oranje Van Gaal fa una mossa mai vista, sostituendo al 120º il portiere titolare Cillessen per inserire il para-rigori Tim Krul, che respingerà 2 dei 5 tiri dal dischetto della Costarica regalando la semifinale alla truppa olandese. Domenica scorsa, campo di Ponte a Elsa (Empoli), Seconda categoria: siamo al 92’ del match tra la squadra locale e il Capraia e Limite, quando la squadra ospite ottiene un rigore mentre si trova sotto di un gol. Ed ecco il deja-vu: mister Antonio Gaccione toglie il portiere del Ponte a Elsa Pietro Maltinti - che comunque fino ad allora si era comportato egregiamente - e butta dentro Andrea Cansani, 22 anni, da Signa.
Sul dischetto va il rigorista della squadra avversaria, un mancino che prova ad incrociarla, andando però a sbattere contro l'estremo difensore, che esplode di gioia per l'impresa appena raggiunta, tanto da non accorgersi che - nella caduta - è franato sul dito mignolo sinistro procurandosi una frattura scomposta. Se ne accorgerà solo negli spogliatoi, dopo essersi tolto i guanti. A quel punto quell'osso che sporge non può più essere ignorato, per cui il dito viene steccato e almeno per un mese non si parlerà né di pallone né di rigori. «Ero in panchina – racconta il protagonista – quando il mister decide di farmi entrare all'ultimo minuto. Non sono un para-rigori abituale, però stavolta m'è andata bene. L'avversario ha provato ad incrociarla alla mia sinistra, ma non c'è riuscito. Il rigore l'ho parato ma non mi sono accorto della frattura: ero troppo impegnato ad esultare. Nonostante la frattura sia delicata e m'imponga una discreta riabilitazione, alla fine sono felice d'aver regalato tre punti alla squadra, visto che eravamo sull'1-0 per noi e rischiavamo il pareggio beffa».
Quando un episodio analogo avvenne ai mondiali, per giorni si parlò della mossa folle ma geniale di Van Gaal e Tim Krul raggiunse lo zenit della sua popolarità come portiere di una nazionale che ha sempre avuto estremi difensori abbastanza originali e "stravaganti" (come Jan Jongbloed nel 1974). Altri tempi, c'era il calcio totale, benché il mondiale l'abbia successivamente vinto la cinica e concreta Germania. Si sa, d'altronde, che il ruolo del portiere è soggetto a infortuni. Oltretutto è un ruolo solitario, se ne sta lì a vedere gli altri che giocano e - se prende gol - la colpa è spesso solo sua. Se para, invece, ha fatto soltanto il suo dovere. Stavolta, però, è andata diversamente, vista anche la particolare dinamica dei fatti, che hanno portato un giovane ragazzo coi guanti a diventare eroe per un giorno. C'ha quasi rimesso un dito, ma fa parte del gioco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
