La protesta
Carli non ha dubbi «Orgoglioso di noi»
Il gioco, i gol dei ragazzi del vivaio, l’ambiente: il ds sorride
EMPOLI. Guardi il tabellino di Empoli-Milan e t’accorgi subito che c’è qualcosa di strano. Basta andare a leggere la riga dei marcatori: da una parte ci sono nomi di campioni di caratura internazionale, come Torres e Honda. Gente che costa e che guadagna milioni, che ha giocato (e lo spagnolo pure vincendo) Champions e mondiali. Dall’altra, invece, due semi-sconosciuti (al grande pubblico e, probabilmente, solo fino all’altro ieri...) come come Lorenzo Tonelli e Manuel Pucciarelli. Due italiani, due toscani. Due prodotti del fantastico vivaio dell’Empoli.
Mondi e stili diversi a confronto, insomma. Soltanto che, almeno stavolta, non hanno vinto... i soldi. «Ho avuto metà di questa squadra con me quando ero responsabile del settore giovanile – racconta il ds Marcello Carli – li ho visti crescere e diventare grandi. Merito del loro impegno e di tutte le persone che hanno lavorato con loro. È vero, abbiamo risposto con le nostre armi a un avversario che, sulla carta, non doveva lasciarci scampo e il fatto che abbiamo segnato due dei nostri, due ex del vivaio, rende tutto ancora più bello».
Più gioia che rimpianti, insomma.
«Nessun rimpianto, non sarebbe giusto. Certo avrei voluto vincerla, come tutti, ma è un peccato rovinarsi una serata come quella con il Milan. No, non recrimino e, anzi, dico e ribadisco che sono orgoglioso di far parte di questo fantastico Empoli».
Che, però, sta raccogliendo meno di quanto semina.
«È vero, ma è un gruppo che sta scrivendo pagine bellissime di una storia eccezionale. E che vuole continuare a farlo in questo modo».
E cioé?
«Non mi piace quanto sento dire che il nostro modo di giocare non è adatto a chi lotta per la salvezza. E, soprattutto, non penso che sia così. Concedere 2 gol e 3 o 4 occasioni al Milan è nella logica delle cose. Un po’ lo è segnare 2 gol e creare 5 o 6 opportunità. Da nessuna parte è scritto che giocando tutti dietro avremmo vinto. Così ci siamo andati vicini e abbiamo regalato emozioni a un pubblico fantastico».
Quindi avanti su questa strada?
«Certo, con la consapevolezza che abbiamo acquisito in queste prime 4 partite, e cioé quella di potersela giocare con tutti, ma senza la presunzioni di sentirci bravi. Sappiamo che per salvarci ci sarà da soffrire tantissimo e chi lavora nell’Empoli deve dormire 2 o 3 ore in meno a notte per pensare a migliorare anche i dettagli all’apparenza più insignificanti».
Quello che fa Sarri. Che però, ora, rischia squalifica e deferimento dopo le frasi, forti, sugli arbitri...
«Spero di no. Maurizio è un allenatore e una persona eccezionale. Durante e subito dopo la partita è stato forse tradito dal modo totale con cui lui vive certi momenti. Sugli arbitri non ha espresso il suo vero pensiero né quello della società. Alla fine della serata, infatti, è andato a spiegarsi e scusarsi».
@DavidBiuzzi
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