Il dolore
Corsi sprona l’Empoli «La strada è quella giusta»
Il presidente non nasconde un pizzico d’amarezza ma ha più sorrisi che rimpianti «Prove così ci danno forza e, almeno oggi, la consapevolezza vale più dei punti»
EMPOLI. Nel dubbio se piangere o sorridere, sfogliando la margherita fra petali di amarezza e soddisfazione, alla fine per “fotografare” Empoli-Roma torna in mente il testo di una vecchia (me neanche troppo) canzone degli 883. Eccolo: «È la dura legge del gol, fai un gran bel gioco però se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono». Detto, subito, che la retroguardia dell’Empoli c’è e, coi giallorossi, ha pure brillato, resta il gigantesco nodo da sciogliere: bicchiere mezzo pieno, per la prestazione di qualità e personalità, o bicchiere mezzo pieno, per la classifica che recita 0 punti?
Quasi un dubbio amletico (stile “essere o non essere?”, in sostanza), al quale anche il presidente Fabrizio Corsi fatica a rispondere. Eppure, gratta gratta, sotto il peso (si fa per dire, visto che siamo solo alla 2ª giornata) della classifica spuntano più raggi di sole che nubi. «L’amarezza c’è – spiega Corsi – non possiamo nasconderla. Anzi, dobbiamo trasformarla in rabbia. Così potremo riuscire ad essere ancora più incisivi, perché quello che abbiamo fatto nei primi 180 minuti di campionato c’entra poco con dati come 0 punti e 0 gol fatti. I conti non tornano, insomma».
E oltre all’amarezza?
«C’è tanto altro. A livello di gioco, per dire, secondo me stiamo facendo più di quanto era lecito aspettarsi. E questo è molto confortante».
Avanti così, insomma.
«Senza dubbio e senza paure. La fiducia, oltretutto, deriva dal fatto che questo gruppo e questo staff hanno la voglia di migliorarsi giorno dopo giorno. Se non prepari una sfida come quella con la Roma alla perfezione, cioé, non fai quello che abbiamo fatto noi».
E...
«E comunque la nostra strada non può che essere questa, quella del gioco. Del bel gioco. Certo, oggi mi verrebbe da dire che preferirei giocare peggio e fare punti, ma so perfettamente che il discorso non vale per una squadra costruita come la nostra. Poi, ovviamente, dipende anche dagli avversari che trovi. A Cesena, ad esempio, sarà sicuramente una partita più “sporca”. E noi dobbiamo prepararla al meglio perché i punti vanno fatti».
Non le sembra, però, che in questi 180 minuti l’Empoli abbia comunque conquistato qualcosa di importante: la consapevolezza?
«Di sicuro più consapevolezza che punti. Però è vero: per noi, almeno in avvio, era sicuramente più importante capire che ci siamo a pieno titolo e che possiamo starci. Guardare la classifica oggi di sicuro non avrebbe senso».
I complimenti di Garcia, a fine gara, fanno piacere e fanno male?
«Fanno piacere, perché il tecnico della Roma è stato sincero e ha voluto farli anche di persona a Sarri. Il suo gesto, come l’esultanza di De Rossi a fine partita, devono rafforzare la nostra convinzione, la consapevolezza di cui parlavamo prima».
Dell’arbitro che dice?
«E che volete che dica? Io ho visto un rigore netto su Mchedlidze, come a Udine, ma su giornali sportivi e tv ho letto solo di quello non ha dato alla Roma. Mi pare che basti questo...».
E anche questo, probabilmente, è un altro aspetto della “dura legge del gol”.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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