Sicurezza
«Alla pari con la più forte d’Italia»
Sarri si consola: «La sconfitta su un episodio, noi abbiamo creato più di loro»
EMPOLI. Resta l’amaro in bocca per non aver strappato qualche punto ma mister Sarri (che nel dopo gara arriva elegante in giacca, come non si era mai visto) non può rimproverare niente ai suoi ragazzi che hanno giocato alla pari con la Roma. «Abbiamo fatto una partita alla pari con la più forte d’Italia, abbiamo creato più di loro e alla fine abbiamo perso su un episodio, dopo la gara i giallorossi ci hanno fatto i complimenti, ma questi passano in secondo piano perché rimane l’arrabbiatura feroce, perché uscire fuori da una gara così con 0 punti la vedo come un’occasione persa, la possibilità di fare punti con queste squadre non si presenta spesso. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere pronti per partite del genere». Sarri parla poi dell’interpretazione tattica della gara. «Abbiamo puntato ad allargare la maglia dei loro difensori centrali e lo abbiamo fatto bene un paio di volte prima con Verdi e poi con Tavano. Gli attaccanti non hanno segnato? Ma sono soddisfatto della loro partita hanno fatto un grandissimo lavoro difensivo, ogni palla persa ci poteva far prendere gol invece abbiamo sporcato tutte le loro ripartenze».
Il tecnico azzurro poi parla della sua espulsione. «Credo che mi abbia espulso per la gestualità – confida Sarri - e penso che probabilmente sia stata l’unica decisione giusta che ha preso. Ho visto molte altre decisioni che non mi hanno convinto, il singolo episodio ci può stare ma ho visto una gestione dei cartellini che non mi ha convinto. La prima ammonizione di De Rossi doveva essere la seconda, non so se sia stato un regalo per la carriera, non riesco a spiegarmelo». Infine il tecnico azzurro guarda avanti verso la sfida di cesena di sabato prossimo. «Sarà una gara importante – spiega – ma molto diversa da questa, se ci guardiamo indietro rischiamo di arrivare alla gara con un approccio inadatto invece dobbiamo scordarci di questa partita e scendere in campo con la giusta cattiveria».
Alessandro Marmugi
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