Il Tirreno

Empoli

Pugliesi a 37 anni in serie A «Ma io ci ho sempre creduto»

di Alessandro Marmugi
Pugliesi a 37 anni in serie A «Ma io ci ho sempre creduto»

Dopo tanta gavetta nelle serie inferiori il portiere realizza il suo sogno «Non mi sono mai demoralizzato, ho ancora voglia di... tuffarmi per terra»

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EMPOLI. Qual è il sogno di ogni bambino che si mette per la prima volta tra i pali di una porta? Beh, sicuramente giocare in serie A con la maglia numero 1 sulle spalle. Un sogno che Maurizio Pugliesi è riuscito a realizzare, lui che non è più un novellino ma che a 37 è arrivato ad Empoli dopo una lunga gavetta nelle categorie inferiori. Scelto dalla società per il ruolo di terzo portiere, è arrivato con l’entusiasmo di un ragazzino.

«Raggiungere la serie A era quello che ho sempre sperato - racconta - fin da quando ho iniziato a giocare a pallone. Sono felicissimo che l’Empoli mi abbia dato questa opportunità e spero di sfruttarla al massimo. In passato non mi è mai stata data la chance di potermi confrontare con questa categoria, ma in cuor mio non mi sono mai demoralizzato. Ho sempre pensato che alla fine ce l’avrei fatta e adesso eccomi qua. La trattativa con la società? Mi hanno chiamato a luglio poi si è concluso tutto solo adesso, ma è giusto così anche perché so benissimo che questa situazione non era una priorità». Pugliesi qui ritrova due vecchi compagni del passato, il preparatore dei portieri Mauro Marchisio che ha conosciuto a Pontedera all’inizio della sua carriera e soprattutto Luigi Sepe che ha giocato con lui a Pisa.

«Con Mauro ho un ottimo rapporto io ho iniziato a Pontedera quando lui praticamente era a fine carriera. Ci siamo sentiti spesso in queste ultime settimane e posso dire che è anche grazie a lui che sono qui. Luigi invece l’ho conosciuto a Pisa e devo dire che nel giro di 3 anni è migliorato davvero tanto. Sapevo che sarebbe riuscito a sfondare perché ho capito le sue qualità giocandoci insieme. È un ragazzo intelligente e tenace che ha grande voglia di imparare. Già lo scorso hanno ha dimostrato che la serie B gli stava stretta». Pugliesi ha già chiaro quello che sarà il suo ruolo e come potrà essere utile alla squadra. «Intanto posso dire che qui mi sono subito sentito a casa, oltre a Mauro e a Luigi conoscevo anche Croce che mi ha illustrato un po’ l’ambiente. Ho trovato una squadra serena e molto motivata credo che non avrò problemi ad inserirmi. Il mister? Ci siamo salutati ma ancora non abbiamo parlato – aggiunge Pugliesi -. Sono qui per dare una mano, ma se servirà sono rponto a giocare perché come piace dire a me ho ancora tanta voglia di “buttarmi per terra”». E sabato per lui sarà già una sfida dalle mille emozioni visto che si ritroverà di fronte una delle squadre più forti del campionato, ovvero la Roma. «Sarà subito una sfida difficilissima – racconta – ci troveremo di fronte una delle squadre migliori del campionato, però sono convinto che potremo dire la nostra perché vedo un bel gruppo. Il mister - aggiunge - ha fatto bene a dire che siamo ancora una squadra di serie B, la mentalità deve essere quella altrimenti poi quando ti trovi di fronte a squadre importanti rischi di interpretare la partita nella maniera sbagliata e di fare figuracce. La partita contro l’Udinese? Non l’ho vista in questi giorni di attesa ho preferito smettere di vedere calcio perché ero veramente teso». Pugliesi dunque realizza il suo sogno e tra l’altro indosserà proprio la maglia numero 1. «Perché la numero 1 – conclude scherzando? – Perché era l’unica libera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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