Il Tirreno

Empoli

Laurini si rialza grazie... all’ironia

di David Biuzzi
Laurini si rialza grazie... all’ironia

«Dopo il pasticcio di Udine non ho dormito per due giorni, ora però penso già alla Roma»

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EMPOLI. Per dirla con le parole di Luciano Ligabue è rimasto sospeso fra palco e realtà. Ovvero fra la gioia per l’esordio consumato nel paradiso del pallone e l’amarezza (ma trattasi di mero eufemismo...) per quel clamoroso infortunio (perché, fidatevi, nel calcio gli errori sono fatti in un altro modo...) che ha permesso a Totò Di Natale di confezionare la sua doppietta e chiudere il conto pochi minuti dopo averlo aperto. Ma, forse lui, Vincent Laurini, in qualche modo doveva aspettarselo. Già, perché né la sua storia calcistica (partì dalla Francia in cerca di fortuna e si ritrovò a giocare nel Fossombrone dello stilista Bikkembergs, di cui era stato modello in gioventù, quasi per caso) né i suoi esordi (rigore ed espulsione nella passata stagione contro il Latina) sono mai banali.

Il ragazzo di Thionville, insomma, è uno di quelli che non passa mai inosservato ma soprattutto uno di quelli che quando cade ha - sempre - la forza per rialzarsi. Come vuole fare anche stavolta. «Il dispiacere è ancora grande – racconta – ma ormai è andata. Potessi tornare indietro nel tempo certo non rifarei quella giocata, ma la realtà è che oggi l’unica posso fare è guardare avanti».

Ci racconta quell’azione?

«Avevo la palla fra i piedi, ho sentito un richiamo da dietro ed ero convintissimo che non ci fossero avversari. Ho passato il pallone senza guardare e, quando ho alzato la testa, era già troppo tardi».

Le sarà caduto il mondo addosso...

«In effetti sì. È stata una mazzata».

Eppure, tolto quell’episodio, ha giocato benissimo.

«Ma non è una consolazione. Anzi, mi fa arrabbiare (in effetti usa un termine un po’ più colorito, ndr) ancora di più».

Quando le è passata?

«E chi vi dice che mi sia passata? Sono ancora incavolato nero. Certo, le prime ore sono state tremende. Ci si è messa di mezzo anche la sosta, perché avrei voluto rigiocare subito. Invece sono rimasto due giorni a casa e, confesso, per due notti non sono riuscito a dormire. Poi sono tornato qui, ho ripreso ad allenarmi, e la situazione è migliorata».

Grazie anche ai suoi compagni?

«Sì, ma non per quello che pensate voi».

E cioé?

«Pensate che mi abbiano consolato? Macché, è il contrario. Mi hanno massacrato di battute. Mi hanno detto che sono entrato nella classifica degli assist del Fantacalcio, che come rifinitore sono anche meglio di Simone Verdi. Ora mi chiamano il fantasista».

Simpatici...

«È giusto così. In un gruppo di amici come il nostro le cose vanno affrontate con questo spirito. Soprattutto le cose negative».

Quindi l’ironia le sta facendo dimenicare l’errore?

«Sì, qualcosa del genere».

A Di Natale cosa dirà quando lo incontrerà a Empoli?

«Che l’ho aiutato ad avvicinarsi al record. Quindi mi deve almeno una cena».

Le resterà qualche strascico?

«Non penso e non credo. Ripeto, potessi tornare indietro farei un passaggio diverso. Ho rovinato il mio esordio in A e quello dell’Empoli. Ma non posso che pensare alla prossima e a riscattarmi sul campo».

Il prossimo avversario, però, si chiama Roma.

«E allora? È una squadra fortissima. Gervihno e Iturbe sono super, ma se partecipiamo allo stesso campionato si vede che neanche noi siamo tanto male. E a Udine lo abbiamo dimostrato. Il mio infortunio ha chiuso i giochi, altrimenti potevamo riprendere la partita. E se una colpa abbiamo avuto, come squadra, è quella di non aver segnato nel primo tempo, quando ci siamo presentati alla serie A imponendo il nostro gioco e dimostrando quello che sappiamo fare».

E meno male che Laurini doveva essere a pezzi...

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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