Il Tirreno

Empoli

Corsi non si abbatte «Ci deve dare forza»

di David Biuzzi
Corsi non si abbatte «Ci deve dare forza»

Il presidente “punge” Di Natale e applaude la sua truppa

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Un amico che mantiene una promessa, in genere, ti fa sorridere. Se i protagonisti della storia sono Fabrizio Corsi e Totò Di Natale, però, il finale non è così scontato. E, infatti, la doppietta del grande ex ha rovinato il nuovo debutto in A del massimo dirigente azzurro, che ha visto il suo Empoli arrendersi all’extra-terrestre.

«In effetti – spiega Corsi – due gol aveva promesso e due gol ci ha segnato. Io, però, a quel famoso sms avevo risposto dicendogli che c’è anche una partita di ritorno. E, ora, confermo quel messaggio».

Totò a parte, che Empoli ha visto?

«Secondo me la partita di Udine deve darci forza. È chiaro che non possiamo essere contenti di come è andata a finire, ma dobbiamo prendere le cose positive che sono arrivate dal campo. Anche perché, in realtà, non sono state neanche poche».

In effetti, soprattutto nel primo tempo, l’Empoli si è fatto preferire.

«Decisamente. In alcuni momenti della gara la palla era stabilmente nella metà campo dei bianconeri. Nel finale, in particolare, anche il pubblico rumoreggiava. La nostra colpa, però, è stata quella di non chiudere la frazione in vantaggio come avremmo meritato».

Sprechi in avanti e, a seguire, errori dietro.

«Quello di Laurini non lo considero neanche. Il fatto è che Vincent è abituato in serie B, dove gli attaccanti avversari tornano subito in posizione, e non si aspettava che dietro a lui ci fosse un giocatore attaccato alla bombola d’ossigeno per recuperare il fiatto (una stoccata per l’amico Di Natale, ndr). Battute a parte, è stato l’infortunio di un singolo che, peraltro, fino a quel momento aveva giocato benissimo. Un episodio, insomma».

Quindi guai a drammatizzare?

«Esatto. Ci era già capitato e ci capiterà ancora, in serie A, di raccogliere tanti complimenti e zero punti. L’importante è fare in modo che accade meno volte possibile».

Già, ma come?

«Ripeto, la gara di Udine deve darci forza e convinzione, ma è chiaro che dobbiamo analizzare gli errori commessi e ripartire da lì».

Ad esempio?

«Il primo che balza agli occhi è la concretezza. Perché quando ti capitano 5 palle-gol, più un rigore netto non accordato a Mchedlidze, almeno 2 reti le devi fare, perché la serie A non perdona chi sbaglia. In generale, invece, l’atteggiamento è stato giusto e quello dovrà continuare a essere. Con il tempo, però, dobbiamo anche cercare di tenere i ritmi alti più a lungo. O almeno di diminuire le pause al minimo indispensabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa