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Empoli

La delusione di Big Mac «Ma lascio in buoni... piedi»

di David Biuzzi
La delusione di Big Mac «Ma lascio in buoni... piedi»

L’attaccante costretto a saltare una “prima volta” attesa da più di 12 anni «Mi girano a mille però la squadra non avrà problemi, Levan è una garanzia»

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EMPOLI. D’accordo, è un appuntamento soltanto rinviato. Peccato che lui, Massimo Maccarone, lo aspettasse da qualcosa come 12 anni (e qualche mese in più). Già, perché lui ce lo aveva portato, l’Empoli in serie A, ma senza mai riuscire a giocarsi. Correva l’anno 2002, con l’attaccante che si ritagliò persino uno spazio nella Nazionale del Trap, ma pochi giorni dopo il grande acuto fece i bagagli per volare nel nord dell’Inghilterra, a Middlesbrough, e diventare Big Mac.

La maglia azzurra, poi, l’ha ritrovata nel gennaio del 2012, per il primo del suoi ritorni dalla Sampdoria. Da allora ha rincorso il sogno, prima certificando la salvezza nel pazzesco playout col Vicenza (suo, non a caso, il gol del definitivo 3-2 proprio sul triplice fischio finale) poi guidando la truppa in una fantastica rincorsa durata due campionati e coronata meno di 9 giorni fa.

Sembrava fatta, insomma. E invece... «Invece a Udine non ci sarò – sottolinea, con amarezza, Maccarone – purtroppo dovrò ancora aspettare per giocare la mia partita in serie A con la maglia dell’Empoli. Non so se è una maledizione, ma di sicuro sembra una congiura. Anche questa estate ho dovuto aspettare più del dovuto per diventare, finalmente, un giocatore azzurro. Si vede che è il mio destino».

Sembra prenderla bene...

«Sembra, ma non è così. Ero già furioso per non poterci essere in Coppa Italia, contro L’Aquila, figuratevi quanto può dispiacermi non esserci alla prima di campionato. Però, purtroppo, non posso farci niente».

Ma lei come sta?

«Meglio, però non ancora bene. La lesione muscolare che avevo riportato a Lucca è guarita da tempo, però è rimasta un’infiammazione al tendine che non è facile da curare. Stringendo i denti avrei potuto esserci, ma visto che la settimana successiva c’è la sosta abbiamo deciso, in accordo con lo staff tecnico e con i medici, abbiamo deciso di non rischiare».

Con la Roma ci sarà?

«Lo spero e lo penso. Ma non vorrei dirlo più di tanto, non si sa mai...».

Intanto cosa si sente di dire ai suoi compagni per la sfida di Udine?

«Non hanno bisogno dei miei consigli. Sanno benissimo quello che devono fare. Ci saranno tantissimi esordienti in campo, è vero, ma la loro emozione andrà via col fischio d’inizio del match. Sappiamo che ci attende un compito duro, perché in serie A in ogni giornata partiremo da sfavoriti, ma sappiamo anche di poter dire la nostra. Di avere i valori tecnici e morali per centrare un’altra impresa straordinaria, la salvezza. So che sembra retorica, però il gruppo è stato il nostro segreto per conquistare la serie A e il gruppo deve essere la nostra arma in più per mantenerla».

E a Mchedlidze, che quasi sicuramente la sostituirà, darà qualche raccomandazione particolare?

«Levan è fortissimo. A me piace da impazzire, da sempre. Finora gli è mancata solo una cosa per mettersi in mostra: l’opportunità di giocare con continuità. Però ha tutto per esplodere. Insomma, lascio l’Empoli in buone mani. Anzi, in buoni piedi».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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