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Il “piano B” dell’Empoli è il passaggio al 4-3-2-1

di David Biuzzi
Il “piano B” dell’Empoli è il passaggio al 4-3-2-1

Nel match di Coppa Italia contro L’Aquila si è intravista una possibile variante che potrebbe garantire maggiore copertura sugli esterni alla truppa di Sarri

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EMPOLI. «Ripartiremo per forza da quello che abbiamo costruito negli ultimi anni: dal 4-3-1-2. Ma dovremo essere bravi a saper giocare anche in altri modi». Parole, a inizio avventura, dell’uomo che l’Empoli lo ha modellato e plasmato, Maurizio Sarri.

Il doppio modulo. Parole pronunciate il giorno del raduno, ma che sono tornate d’attualità domenica sera, quando la prima uscita ufficiale della nuova stagione - il match di Coppa Italia contro L’Aquila - è servita anche per un primo assaggio di possibili novità. Gli azzurri, infatti, hanno iniziato la sfida con il solito sistema, ovvero con il marchio di fabbrica del “rombo” a centrocampo, ma l’hanno conclusa con una sorta di 4-3-2-1 molto versatile. Alla fine della girandola dei cambi, infatti, Sarri ha schierato una squadra con Tavano nel ruolo di punta unica e due rifinitori alle spalle: Pucciarelli a destra e Laxalt a sinistra.

L’interpretazione. Al di là dei numeri, poi, c’è anche un’interpretazione un po’ diversa. Con il 4-3-1-2, infatti, in fase di non possesso sono 3 i giocatori offensivi che vanno a portare il pressing sui difensori avversari: spesso, in sostanza, Verdi si aggiunge alla linea più avanzata. Con il secondo sistema, invece, quando la palla ce l’hanno gli altri l’Empoli si schiera con una sorta di 4-5-1, visto che i due rifinitori - dunque in questo caso Pucciarelli e Laxalt - arretrano fino alla linea mediana per chiudere meglio e più velocemente le corsie laterali.

Verso Udine. Due modi diversi sia di difendere che di attaccarre, insomma. E due sistemi che, come aveva precisato sempre Sarri ad inizio ritiro, consentono all’Empoli di sfruttare al meglio le qualità del perno della squadra, Valdifiori, mantenendolo comunque in posizione centrale. Il sistema con il doppio trequartista, tra l’altro, potrebbe rivelarsi una preziosa arma in più in un campionato, come quello di serie A, in cui i momenti di sofferenza (sul campo) non mancheranno di certo. Magari già ad Udine, al debutto, per non concedere troppo spazio, sull’esterno, al 3-5-2 di Stramaccioni. Sarri, d’altra parte, potrebbe ricorrere al piano B toccando di poco l’undici di partenza, visto che anche Verdi può partire da una delle due fasce. L’impressione, comunque, è che l’idea sia buona soprattutto a gara in corso.

@DavidBiuzzi

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