Il dolore
Ecco l’Empoli formato internazionale
Nella rosa ben nove stranieri (è un record) di sei nazionalità diverse, molti di loro sono cresciuti nel vivaio di Monteboro
EMPOLI. Potremmo chiamarli Stati Uniti di Empoli. Già perché con gli ultimi due arrivi, quelli di Laxalt e Vecino, la truppa degli stranieri in casa azzurra non era mai stata così folta. Sono 9 infatti sui 29 presenti in rosa attualmente che vengono da fuori Italia, un record per la squadra azzurra a cui si era già arrivati negli ultimi anni, includendo però nel conteggio anche i calciatori della primavera inizialmente aggregati al ritiro. La globalizzazione del calcio insomma è arrivata anche qui, anche se a dirla tutta l’Empoli rimane una delle poche società che valorizza giovani talenti italiani attraverso il proprio settore giovanile e lo dimostra la massiccia presenza in rosa di calciatori cresciuti nel vivaio e di tutti quei campioni che svezzati ad Empoli hanno fatto la fortuna del Calcio Italiano.
Da gli ungheresi ai giorni nostri. In principio furono gli ungheresi, tra naturalizzati ed allenatori a prendersi la scena nell’Empoli degli anni ‘30. Poi altre sporadiche apparizioni nel corso degli anni ma il primo vero colpo proveniente dall’estero è stato l’indimenticabile Jonny Ekstrom, l’attaccante svedese, protagonista del debutto in serie A dell’Empoli . E fu amore a prima vista, con Jonny che ancora oggi in città è visto come una vera e propria icona. L’anno successivo invece ecco il croato Davor Cop, ma in quel caso non fu amore a prima vista e l’attaccante colleziono solo qualche presenza senza mai lasciare il segno e soprattutto senza mai segnare. Poi il numero di calciatori stranieri è aumentato via via col passare degli anni, tante presenze, alcune significative, altre meno, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Comanda la truppa “celeste”. Sono 9 gli stranieri azzurri adesso provenienti da 6 nazionalità diverse. A guidare la carica degli stranieri adesso è la truppa urguayana composta da Rodrigo Aguirre, Matias Vecino e Diego Laxalt. I tre si sono incrociati anche nelle varie nazionali giovanili e sono pronti a portare in campo tutta la loro grinta. E in questi giorni, sono tanti i tifosi del paese sudamericano che si stanno affezionando all’Empoli e la hanno adottata come loro squadra italiana del cuore e anche gli stessi siti sportivi uruguaiani seguono già con attenzione le gesta della banda di Sarri. Subito a ridosso del trio appena arrivato in Toscana troviamo la bandiera georgiana, con due elementi, Mchedlidze e Shekiladze ovviamente che compongono parte del filotto degli attaccanti. Poi dobbiamo mettere una serie di bandierine qua e la sulla cartina geografica con nazioni che sono rappresentate da un solo giocatore. Si passa dal Venezuela con Signorelli, per andare in Albania con Hysaj, volando poi in Francia da Laurini fino all’estremo del continente europeo con il portoghese Mario Rui. Anche per questo motivo e lo si è visto bene nei giorni dei festeggiamenti per la promozione in serie A, l’Empoli è riuscita a riscuotere simpatie e tifosi in tutte le parti del mondo. E pensare che se Ronaldo e Konate non fossero andati in prestito la pattuglia sarebbe stata ancora più numerosa.
Sotto la media. Quello che per l’Empoli è un piccolo record, in realtà è un numero decisamente irrisorio rispetto a quanto accade negli altri club di serie A. Ogni club della massima serie infatti ha in media 15 stranieri in rosa, quasi il doppio di quanti ce ne sono in casa azzurra. Quello che però è da sottolineare è che molti di questi ragazzi sono stati allevati nel settore giovanile azzurro, come tanti altri loro compagni che dal vivaio di Monteboro sono riusciti ad arrivare in serie A. Segno che l’Empoli ha trovato il giusto mix.
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