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Empoli

La storia di Angelo e Federico, due emigranti del pallone

di Filippo Cioni
La storia di Angelo e Federico, due emigranti del pallone

Il portiere di Empoli e l’attaccante di San Miniato sono stati acquistati da una squadra della serie B bulgara (il Botev Vratsa): «In Italia la crisi si sente anche nel calcio»

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EMPOLI. «La crisi in Italia c’è anche nel calcio – dice, sorridendo, Angelo Montenegro, empolese di 20 anni – così ad emigrare tocca anche ai giovani calciatori di buone speranze». La butta sul ridere, Angelo. Da martedì lui e l'amico Federino Zini, 21enne di San Romano, sono diventati ufficialmente il nuovo portiere e il nuovo attaccante della formazione bulgara del Botev Vratsa.

A 100 chilometri da Sofia “nasce” la nuova vita calcistica di Angelo e Federico, una squadra della serie B bulgara che due anni fa è retrocessa dalla massima categoria ma punta con tutte le forze a tornarci quest'anno. Si affiderà a giovani talenti per il campionato bulgaro che partirà il 3 agosto, e nella rosa ci saranno, appunto, anche i nostri Angelo e Federico. Si conoscono da qualche anno, hanno anche giocato insieme nel Ponsacco. Federico ha già un'esperienza come attaccante in una squadra maltese, Angelo invece ha difeso la porta di diverse squadre: Viareggio e Bellaria, oltre a quella del Perugia nella Berretti. «In Italia riuscire a sfondare nel calcio è molto difficile, come in tutti settori – spiega Angelo con un sorriso malinconico – devi essere un fenonomeno o avere i contatti giusti, altrimenti non arrivi. Così, quando ci è giunta la voce che la squadra del Botev Vratsa era interessata a noi, abbiamo detto subito di sì. I bulgari ci hanno visto giocare in Italia più volte, hanno contattato il nostro procuratore Alessandro Magni e l'accordo è arrivato subito (con loro è stato preso anche un altro italiano, il romando Del Genio, ndc). Abbiamo la possibilità di disputare un campionato comunque di livello, direi una buona serie C italiana, è una grande opportunità anche di crescita personale».

Angelo e Federico hanno firmato un contratto di un anno, poi decideranno se rientrare in Italia o proseguire l'avventura in Bulgaria. «La società ci ha voluti fortemente – continua Angelo – io sarò il portiere titolare della squadra ma anche Federico potrà giocarsi le sue carte in attacco». Gli chiediamo se nella loro scelta abbia influito anche il tipo di contratto economico. Angelo taglia corto: «Sicuramente a questi livelli in Bulgaria non pagano meno che qui – dice – ma a noi interessa l'esperienza più che l'assegno di fine mese».

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