Il Tirreno

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Maccarone riparte con un sorriso

di Davi Biuzzi
Maccarone riparte con un sorriso

Big Mac e il suo ennesimo ritorno: «Ha aperto Burger King, forse non mi volevano qui...»

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EMPOLI. Arrivò, la prima volta, insieme a un nuovo millennio. Era l’estate del 2000 e lui, Massimo Maccarone, aveva i capelli neri in testa e tanta voglia di diventare grande dopo una C2 da protagonista giocata con la maglia del Prato (20 gol in 28 partite). L’allora dg Vitale lo aveva pescato fra i giovani del Milan per sopperire alla partenza di Saudati, tornato in rossonero. S’impose subito: 15 gol il primo anno, 10 il secondo con la promozione in serie A dell’Empoli, un’avventura in Under 21 da protagonista e addirittura la convocazione e l’esordio nella nazionale dei big, quella di Trapattoni.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Maccarone, nel frattempo, è diventato Big Mac (con la cessione al Middlesbrough), ha perso i capelli ma continua a giocare e segnare. E, soprattutto, continua e continuerà a farlo con l’Empoli. Che, ieri, lo ha presentato per la quarta volta in meno di 15 anni. «Ma stavolta è l’ultima – dice lui, sicuro e finalmente sereno – perché stavolta torno in azzurro a titolo definitivo e, finché avrò stimoli e voglia, giocherò qui».

E in serie A...

«È il sogno, il mio sogno che diventa finalmente realtà. Nel 2002 me ne andai dopo la promozione e ho sempre voluto giocare nel massimo campionato con la maglia azzurra. Finalmente ci riesco, a 35 anni suonati, e sono contento come un ragazzino».

Ha mai pensato di perdere il treno anche stavolta?

«No. La mia volontà è sempre stata chiara e, soprattutto, è sempre stata l’Empoli. Speravo di chiudere il cerchio prima, questo sì, ma il ribaltone alla Sampdoria non ha favorito una soluzione veloce. Con il nuovo presidente Ferrero abbiamo dovuto riprendere un discorso che con l’altra dirigenza era già stato impostato negli scorsi anni».

E, infatti, i termini sono cambiati.

«Già. E devo ringraziare l’Empoli, dal presidente Corsi a tutti i dirigenti, che in un momento in cui la trattativa sembrava bloccata ha deciso di fare uno sforzo (ha aumentato l’ingaggio già pattuito al giocatore visto che la Samp non intendeva pagare più di tanto per la rescissione del contratto dell’attaccante, ndr) per favorire una rapida soluzione».

Anche lei, però, ha rinunciato a qualcosa.

«Ormai ci sono abituato. In questi tre anni di tira e molla è sempre stato così. Ma non voglio passare con un eroe, ci mancherebbe. Poter giocare in serie A con l’Empoli, ripeto, era il mio sogno e dunque una rinuncia non è un peso».

Il ritorno di Big Mac dopo l’apertura di Burger King: ora Empoli è a posto...

«Già, ho letto. Forse sono stati proprio loro ad ostacolare il mio ritorno (e ride, ndr)».

Battute a parte, che stagione si aspetta?

«Sarà dura, senza dubbio. È chiaro che la serie A è un campionato difficile, durissimo. Dovremo essere bravi a gestire i momenti difficili, che sicuramente arriveranno, come siamo stati bravi negli ultimi anni a gestire quelli positivi».

In pratica col suo ritorno l’Empoli è quello dello scorso anno: un vantaggio o no?

«Un grosso vantaggio, senza ombra di dubbio. Proprio perché ci aspetta una stagione difficile. Negli ultimi due anni, lo abbiamo sempre detto, è stato il gruppo a fare la differenza e questo stesso gruppo può farla anche in serie A. Se poi arriveranno altri giocatori forti a darci una mano, ovviamente saranno i benvenuti».

La differenza può continua a farla anche l’eterna coppia Maccarone-Tavano?

«Abbiamo dimostrato di poter dire ancora la nostra. E continueremo a farlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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