La manifestazione
Gioco e sfrontatezza È la ricetta di Sarri
Il tecnico: «Servirà la faccia di c...». Il ds Carli: «Interverremo»
EMPOLI. È un raduno in stile Empoli, nel senso più stretto. Un po’ sconfusionato, con orari e programmi che si plasmano alle necessità di tutti, ma anche dentro la pancia di uno stadio che accoglie gli azzurri con un cantiere aperto. Lavori per le nuove panchine - che, detto per inciso, saranno più distanti dal campo - lavori per la nuova sala stampa, lavori negli spogliatoi degli ospiti. Tutto “under construction”, insomma. Proprio come la truppa che il tecnico Maurizio Sarri (all’esordio sul palcoscenico più importante) dovrà guidare nell’avventura più difficile, quella della serie A, ma (soprattutto) che il direttore sportivo Marcello Carli dovrà costruire nei prossimi giorni più che nelle prossime settimane.
I due, non a caso, si presentano insieme alla prima conferenza stampa dell’anno e, ovviamente, il discorso verte molto sul mercato e sui rinforzi. Anche se Sarri, fedele a se stesso, parte subito con l’ironia. «Per ora – spiega l’allenatore – quando guardo il Telivideo vado ancora alla pagina 250, quella della serie B». Una battuta che, però, nasconde una verità. «Dobbiamo affrontare la serie A – continua l’allenatore – con lo spirito di un gruppo di facce da c... (ma lui la parola la dice completa, ndr) andando a giocarcela su tutti i campi. Poi magari perderemo, perché in questo momento siamo inferiori a tutti, ma non possiamo snaturarci o buttare via il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi 2 anni».
L’Empoli, insomma, cercherà di salvarsi attraverso il gioco, ripartendo dal 4-3-1-2 e tenendo il 4-1-4-1 come alternativa («ma finché non si fa la squadra è difficile parlare di moduli»). Ma il mister ricorda anche chi se n’è andato («se siamo qui lo dobbiamo anche a Pratali, Eramo, Castiglia, Verdi e Maccarone: gli ultimi due conto di riaverli presto, ma intanto ringrazio tutti loro»), sempre in attesa degli agognati rinforzi. «Il confronto con la società è costante – spiega – il mio problema non è se gli innesti arriveranno, ma quando arriveranno perché qui c’è bisogno di lavorare».
La palla passa al ds Carli, insomma, perché in questo momento il suo lavoro è più importante persino di quello di Sarri. «L’obiettivo era quello di ripartire dalle certezze della scorsa stagione – spiega il dirigente – e la presenza, oggi, di 13 o 14 giocatori di quel gruppo è significativo. Spero e penso di ritrovare presto anche Verdi e Maccarone. Poi servono nuovi innesti, lo sappiamo benissimo. Ci sarà bisogno di 5 o 6 innesti, ma non è nella nostra filosofia prendere giocatori tanto per prenderli. Arriveranno quelli che ci convincono e anche se non posso dare garanzie sui tempi sono sicuro che avremo tutto ciò di cui abbiamo bisogno».
Carli e Sarri, se non altro, sono d’accordo su un giudizio che, ad oggi, vale come una sentenza, «siamo peggio dello scorso anno», ma il ds chiarisce subito che «siamo in serie A per provare a salvarci. Sappiamo che sarà dura, che potremmo anche non farcela, ma daremo tutto, a tutti i livelli, per centrare l’impresa».
Intanto però, al di là dei discorsi relativi a Verdi e Maccarone (che, nella migliore delle ipotesi, non sarebbero comunque rinforzi ma conferme), all’orizzonte non si vedono acquisti rapidi. E a parte Rovini che sarà valutato nel corso del ritiro, gli altri baby - parola di Carli - sono destinati a partire.
Lavori in corso, insomma.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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