Sicurezza
Col coach Baldini alla guida la promozione è una certezza
CERTALDO. Per coach Marco Baldini, vincere a Certaldo è diventata una bella abitudine. «È la quarta promozione, ma anche a Castelfiorentino e Ponte a Elsa avevo vinto un campionato. Purtroppo nel...
CERTALDO. Per coach Marco Baldini, vincere a Certaldo è diventata una bella abitudine. «È la quarta promozione, ma anche a Castelfiorentino e Ponte a Elsa avevo vinto un campionato. Purtroppo nel curriculum ci sono pure le finali perse: tre consecutive. Mi dispiace soprattutto di non aver lasciato il segno nell'altra piazza dove ho lavorato, cioè Monsummano. Sono contento che quest'anno la società termale sia riuscita a salire in Dnb dopo un lungo inseguimento».
Siete partiti col piede giusto?
«La squadra aveva già una sua fisionomia e non è stato difficile inserire un giocatore di talento come Gambelli e il cavallo di ritorno Spampani. Il problemi sono nati con gli infortuni. A novembre sono mancati contemporaneamente Righi e Gambelli e a livello di organico siamo andati in difficoltà. Non a caso in quel periodo sono maturate i ko con Montevarchi e Legnaia. Lavorando con impegno e bravura gli altri sono stati in grado di sopperire alle defezioni senza dover tornare sul mercato».
Il ritorno l'avete dominato.
«Una volta rientrato Gambelli è partita la cavalcata verso la promozione con una sola sconfitta (sul campo della Virtus Siena, ndc) nelle ultime 17 partite. Il cambio di formula in corsa con tre promozioni dirette ha accorciato il cammino verso la Dnc».
Quando avete avuto la consapevolezza di essere competitivi per la promozione?
«Con la vittoria sul difficile campo di Vaiano contro una squadra che in quel momento (era il 24 novembre, ndc) stava viaggiando nelle prime posizioni e con il successivo colpaccio di Pescia contro una della candidate alla promozione. Nonostante le pesanti assenze, lì abbiamo avuto la sensazione di poter lottare per qualcosa di importante».
Rammarico per aver compromesso l'imbattibilità casalinga per un punto di scarto contro Legnaia?
«Eravamo senza Righi e Gambelli e poteva capitare di perdere contro la capolista. In quella occasione siamo stati pesantemente condizionati dai falli, qualcosa come 16-2 nell'ultimo quarto. Nonostante tutto abbiamo avuto l'ultimo possesso per vincere. Ci siamo presi la rivincita al ritorno vincendo a Firenze e guastando la festa all'Olimpia per l'accesso anticipato ai playoff».
Come ha ritrovato l'ambiente di Certaldo?
«Ero uscito nel 2010 quando la società decise di effettuare un salutare passo indietro ripartendo dalla serie D. Il feeling con il gruppo dirigenziale è rimasto inalterato. La differenza maggiore l'ho trovata nella crescita della base giovanile».
Progetti per il futuro?
«L'accordo prevedeva almeno due anni di lavoro e per il prossimo abbiamo in pratica già iniziato. Non avendo disputato i playoff il mese di maggio è stato infatti dedicato ad inserire nel gruppo alcuni giovani del nostro vivaio in prova. Nel roster non ci saranno grandi cambiamenti, a parte qualche promozione interna».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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