Gioco
Il nuovo inizio di Accardi «Una grande occasione»
A 32 anni ha lasciato campo e scarpette per dire sì alla proposta dell’Empoli «È sempre calcio ma da un’altra angolazione, sarà un’annata meravigliosa»
EMPOLI. Trentadue anni non sono tanti per dire «no mas», «basta», ma se i problemi fisici ti tormentano da un po’ e, soprattutto, passa il treno dei sogni bisogna avere il coraggio di farlo.
Lui, Pietro Accardi, di coraggio ne ha sempre avuto tanto. Quello della sua terra, la Sicilia, quello che gli ha permesso di consumare una grande carriera da difensore in mezzo ai grandi campioni della serie A. Così, quando il presidente Fabrizio Corsi e il ds Marcello Carli gli hanno prospettato l’’ipotesi di continuare la sua avventura nell’Empoli, ma sotto un’altra veste, non ha avuto dubbi. Via le scarpe chiodate ed ecco la giacca e la cravatta per il nuovo ruolo, quello da team manager. «È una nuova avventura – spiega Accardi – un nuovo inizio. Ed è molto stimolante. Stavo già maturando l’idea di smettere per via dei problemi fisici che, soprattutto negli ultimi anni, mi hanno tormentato, ma la proposta dell’Empoli è stata inaspettata. È una grande occasione, non posso che essere grato al presidente Corsi e al direttore Carli per aver pensato a me, e l’ho presa al volo».
Con lo spirito di chi...
«Quello di chi darà il massimo per ripagare la fiducia. Nel mio piccolo, in carriera, credo di averlo sempre fatto. E ci proverò anche stavolta».
Oltretutto così potrà difendere la serie A conquistata sul campo.
«È stato bello chiudere con il calcio giocato con una notta magica come quella del Castellani. Ed è altrettanto bello iniziare questa nuova carriera in una piazza importante come quella di Empoli e nel palscoscenico più importante. In fin dei conti è sempre calcio, ovvero la mia vita, ma vista da un’altra angolazione».
E, da dirigente, come vede l’Empoli in serie A?
«Sarà una stagione meravigliosa, una grande avventura per tutti. Sappiamo di doversi confrontare con i migliori, ma l’affronteremo con grande serenità».
Ci sarà anche da abituarsi alle sconfitte...
«Ci sarà da giocarsela. Ed è quello che vogliamo fare».
E sul mercato?
«Nessuna follia, come nel Dna di questo club. Ma riusciremo ad essere competitivi».
Le sue prime uscite al mercato come sono andate?
«Belle esperienza, senza dubbio. Anche perché ho la fortuna di farle accanto a un direttore sportivo come Carli: i risultati che ha ottenuto, partendo da una “quasi retrocessione”, parlano per lui».
Magari a luglio, quando inizierà il ritiro, i suoi ex compagni la prenderanno un po’ in giro.
«No, non si permettevano di farlo neanche quando giocavo. Battute a parte, non so come sarà l’impatto con tanti ragazzi con cui ho diviso lo spogliatoio fino a poche settimane fa. Sarà particolare, questo sì, ma devo dire che alla resa dei conti è una cosa positiva. Io conosco loro, loro conoscono me, abbiamo combattuto insieme e sarà più facile per tutti».
E il suo amico Antonio Cassano cosa le ha detto?
«Ancora non lo sa. O almeno non l’ho sentito perché era già partito per il Brasile. Ma da uno come lui qualche scherzo me lo aspetto».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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