Il Tirreno

Empoli

La Real Cerretese ai saluti fra sorrisi e rimpianti

di Roberto Felici

Il presidente Palatresi ha chiamato tutti a raccolta per chiudere la stagione Il tecnico Panzani: «Felice per la salvezza, ma il gruppo aveva altre potenzialità»

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CERRETO GUIDI. Venerdì scorso la Real Cerretese ha chiuso ufficialmente la stagione 2013/14 con un ritrovo conviviale diventato ormai abituale nella gestione del presidente Riccardo Palatresi. È stata l'occasione per tirare le fila dal punto di vista sportivo ed economico e gettare la basi del futuro con un sondaggio sulla disponibilità dei giocatori. Le decisioni saranno prese più avanti dopo la verifica dell'esistenza di eventuali cordate disposte a subentrare alla guida della società o ad affiancare la dirigenza attuale.

In un clima amichevole e disteso si è riparlato dell'avventura che ha portato alla salvezza in Promozione all'ultimo tuffo (presente anche l'allenatore Riccardo Marmugi, rimasto in carica per 13 giornate). La precaria classifica è stata sostanzialmente sistemata con la serie positiva avviata contro il fanalino Vicchio a febbraio e interrotta solo dallo scivolone contro lo Zenith nel congedo casalingo. «Doveva essere la partita della tranquillità ma l'abbiamo fallita – spiega il mister subentrato in corsa, Simone Panzani – è servita la successiva vittoria a Sagginale per evitare i playout anche se questo traguardo era stato costruito nei mesi precedenti».

Quale situazione ha trovato a dicembre?

«Non molto felice a prescindere dalla posizione di classifica. Sono partiti col mercato di riparazione alcuni giocatori (tra cui l'esperto Scalzo, ndc), Quaglierini ha smesso, c'erano diversi acciacchi da smaltire e infortunati di lungo corso da recuperare. Dal punto di vista tecnico il problema maggiore era la difesa che stava prendendo troppi gol».

Come siete usciti dalla crisi?

«Iniziando da un modulo che garantisse più solidità. Quindi siamo passati dal 4-3-3 al 4-4-2. Il rientro in pianta stabile di Picchi e Quaglierini ha permesso di sistemare la difesa. Inoltre c'è stato qualche cambiamento di ruolo come quello di Zambelli passato a fare l'esterno basso. Contemporaneamente abbiamo lavorato sugli aspetti mentali e sulla tenuta atletica. E la squadra ha risposto benissimo».

È stata una positiva esperienza personale dopo l'annata storta col Cambiano?

«Qui a Cerreto ho ritrovato anche ex compagni. Il pericolo era che non mi seguissero nella giusta maniera da allenatore. Sono rimasto contento per la gestione tecnica e per la salvezza anche se resto convinto che questo gruppo avesse le potenzialità per arrivare più in alto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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