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Debutto con premio il mister viola Deri promosso a pieni voti

di Roberto Felici
Debutto con premio il mister viola Deri promosso a pieni voti

Quarto posto al debutto in panchina e riconoscimento dell’Aiac «Esperienza unica. Il futuro? Certaldo la mia prima opzione»

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CERTALDO. Promosso a pieni voti. Alessandro Deri ha compiuto un ottimo esordio in panchina con il Certaldo, squadra dove aveva speso l'ultimo spicchio della sua carriera di attaccante dal 2007 al 2013 con 148 presenze e 30 reti in campionato. Domani a Vicchio riceverà il premio dell'Aiac (associazione italiana allenatori calcio) come uno dei tre migliori mister di Promozione 2013/14. I viola, abituati negli ultimi tempi a lottare sistematicamente per la salvezza, prima in Eccellenza e poi in Promozione, si sono tolti la soddisfazione di inserirsi nelle parti alti delle classifica e di centrare col quarto posto il traguardo dei playoff.

«E' stata un'esperienza unica e positiva - afferma Alessandro Deri -. Unica perché, a parte qualche apparizione in panchina come vice di Antonio Bruschettini, ho avuto per la prima volta la responsabilità tecnica della squadra e ho lasciato la maglia da giocatore. Positiva perché il campionato si è caratterizzato per un crescendo di prestazioni. Superate le difficoltà organizzative iniziali per assemblare un gruppo rinnovato e trovare i giusti stimoli, le cose sono andate oltre le attese».

Come ha vissuto il passaggio dal campo alla panchina?

«Sono cambiate tante cose in un anno. Mi è un po' mancato non essere più protagonista con la maglia viola addosso, ma la scelta di allenare è stata netta escludendo sin dall'inizio la possibilità del doppio ruolo per concentrarmi al massimo su questa nuova avventura. Mi sono ritrovato a vedere le partite da una prospettiva inedita. Alcuni aspetti che venivano sottovalutati sono diventati fondamentali come i cambiamenti della tattica in corsa, la cura della forma fisica e mentale, l'organizzazione degli allenamenti, la preparazione delle partite».

La partenza non è stata semplice...

«Abbiamo perso nelle prime due trasferte contro Picchi e Gracciano, anche se a Livorno in maniera del tutto immeritata. Inoltre dopo cinque giornate si è infortunato Martinovic, punto di riferimento della difesa, appena tornato in attività. I ragazzi sono stati bravi a ritrovare l'assetto giusto con un plauso al nuovo arrivato Montagnani che si è rimesso in discussione dopo aver sfiorato il professionismo e aver smesso».

Qual è stato il modulo di riferimento?

«Il 4-2-3-1 con il collaudato Latini centravanti. Spesso però abbiamo variato utilizzando il 4-3-3 o il 4-3-1-2. Anche da questo punto di vista la squadra ha dimostrato maturità».

In quali occasioni ha visto il miglior Certaldo?

«Sin dall'esordio con sconfitta a Livorno contro il Picchi siamo usciti dal campo a testa alta. Mi piace ricordare anche i due derby col Gambassi (uno perso 1-0 e uno vinto 4-3, ndc), il 5-2 rifilato al Piombino e il successo sul Picchi nel ritorno giocando in 10».

Rammarico per l'immediata uscita dai playoff?

«Siamo stati sfavoriti dal fattore campo (trasferta secca col Picchi Livorno, ndc) e da quasi un mese di stop a causa di un assurdo calendario. Comunque si è trattato di un'utile esperienza nelle dimaniche di crescita. Nessuno nella rosa, a parte Latini, aveva partecipato a una gara di questo tipo».

Resterà a Certaldo?

«È la mia prima opzione, magari con la conferma di questo bel gruppo. Sto aspettando di riparlare con la società sulla base di un programma concreto».

Ringraziamenti finali?

«Ai personaggi che hanno lavorato dietro le quinte e che hanno fornito un supporto fondamentale: i collaboratori tecnici Jonny Mazzocchi e Cristian Balici, gli accompagnatori Adriano Pallassini e Fabio Marruganti. Senza retorica sono quelle persone che fanno la fortuna di un allenatore e di una società dilettantistica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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