Gioco
Dal fischietto alla... panchina per il nuovo allenatore Squarcini
FUCECCHIO. Da giocatore ha avuto poco spazio e poca fortuna riuscendo a malapena a compiere qualche apparzione tra i dilettanti. Da arbitro ha bruciato le tappe, ma si è dovuto arrendere ai limiti...
FUCECCHIO. Da giocatore ha avuto poco spazio e poca fortuna riuscendo a malapena a compiere qualche apparzione tra i dilettanti. Da arbitro ha bruciato le tappe, ma si è dovuto arrendere ai limiti anagrafici quando è arrivato nel campionato di Promozione. Adesso da giovane allenatore (classe 1981) Luca Squarcini si trova in rampa di lancio.
Ha già ottenuto due promozioni (una diretta e una da ratificare attraverso un ripescaggio) e si appresta al debutto nel campionato di Prima categoria con il Ponte a Cappiano che lo ha scelto per la successione a Massimo Marchetti. Nella stagione appena conclusa si è classificato al secondo posto con il Belvedere con 59 punti. Poi ha vinto i playoff del girone (0-0 con il Calci e 2-1 ai supplementari con l'Antignano Banditella) e lo spareggio con l'Alta Maremma sul campo neutro di Donoratico (2-0 il risultato).
Mister Squarcini, cosa conosce del Cappiano?
«L'ho solo affrontato da avversario con lo Sporting Capanne in Seconda categoria. Si tratta di sicuro di una piazza importante che ha frequentato i professionisti sia pure attraverso una fusione».
La rosa cambierà volto?
«Ne stiamo parlando coi dirigenti. Abbiamo già chiaro il progetto che partirà da almeno metà di riconfermati e avrà un respiro di due-tre anni. Tra i nuovi spero di avere a disposizione alcuni miei ex giocatori. In particolare con tre difensori e due attaccanti ci sono buone prospettive. Per ora di ufficiale c'è solo la data di inizio della preparazione: il 18 agosto».
Racconti la sua storia calcistica.
«È iniziata giocando nelle giovanili della Sanromanese. Il mio ruolo era quello di centrocampista. Da Juniores sono passato al Santa Maria Montecalvoli debuttando in Promozione. Lì sono rimasto due anni, ma trovando poco spazio e perdendo stimoli. In quel periodo è maturata l'idea di provare ad arbitrare».
Com'è andata col fischietto?
«Sono partito dalla categoria Esordienti e in otto anni sono arrivato fino alla Promozione. A quel punto per limiti di età imposti dal regolamento interno non potevo più salire di categoria e ho cercato fortuna in panchina dove almeno non esiste questo tipo di problema».
Qualche curiosità da segnalare?
«Solo a livello statistico. Con le mie designazioni vincevano più frequentemente le squadre in trasferta».
Questa esperienza da direttore di gara è stata utile in seguito affrontando la carriera di allenatore?
«L'aspetto positivo è aver conosciuto le dinamiche dalla partita dal punto di vista dell'arbitro. In questa maniera si riescono a capire tante cose. Purtroppo all'inizio non mi ha giovato molto dialogare con una certa cognizione di causa coi direttori di gara e ho collezionato diverse espulsioni».
In panchina sono arrivati ottimi risultati.
«Ho fatto un ciclo di quattro anni allo Sporting Capanne, nel mio paese. Una società nata da zero e portata alla finale playoff contro la Santacrocese e a una vittoria in Terza categoria. Nelle ultime due stagioni sono stato a Santo Pietro Belvedere in Seconda categoria. Qui ho raccolto la più grande soddisfazione calcistica con lo spareggio vinto contro l'Alta Maremma».
Roberto Felici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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