Il Tirreno

Empoli

«Affare da 25 milioni ma niente sperperi»

di David Biuzzi
«Affare da 25 milioni ma niente sperperi»

L’ad Ghelfi traccia la linee guida della “politica” economica

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EMPOLI. Un affare da 25 milioni di euro, un affare che ti garantisce il futuro. Ecco, tradotto in soldoni, cosa significa la serie A. Manna dal cielo, in sostanza, per una società come l’Empoli che dai 6 anni mancava dal paradiso del pallone e che, nell’ultimo periodo, ha dovuto fare i conti con lo spettro del ridimensionamento.

Già, perché certe costi ormai erano diventati non più sostenibili. E la mannaia della spending review azzurra stavolta avrebbe inciso anche sul gioiello di famiglia, ovvero il settore giovanile. Ora, invece, il pericolo dovrebbe essere scampato. A patto, ovviamente, di non farsi prendere per la mano dall’euforia. Perché la serie A è senz’altro un patrimonio da difendere con le unghie e con i denti ma anche, come dice l’amministratore delegato Francesco Ghelfi, senza mai perdere la testa.

«È difficile ancora quantificare quello che significa in termini economici la serie A – spiega l’uomo dei conti di casa Empoli – un po’ perché la gioia di venerdì è ancora troppo fresca, un po’ perché ancora la Lega non mi ha fatto arrivare le tabelle sulla suddivisione degli introiti che avevo chiesto. In linea di massima, però, si parla di un introito di circa 25 milioni, dai quali vanno tolti i 3 milioni che lasceremo alla serie B come mutualità».

Come sono suddivisi?

«La grande maggioranza sono senz’altro i diritti tv. Penso che la cifra alla fine possa aggirarsi sui 20 milioni. Poi penso e spero che il botteghino torni a essere una voce attività e, inoltre, ci sono gli introiti pubblicitari».

Comunque sia è una montagna di soldi.

«Sì, una montagna di soldi. Ma aumenteranno anche le spese, ovviamente. Ci sarà da rafforzare la squadra e il monte inaggi salirà. Per il resto, invece, la serie A non può e non deve cambiarci la vita».

Ovvero?

«Faccio un esempio: se in casa arrivano i soldi non è che per forza devi sperperarli per inutili lussi».

Può dirci quanto costerà il premio-promozione?

«Certo che posso dirlo. Non è un segreto. Il premio concordato e depositato in Lega è di 1,5 milioni».

Quando lo avete deciso?

«Tra febbraio e marzo. C’è un termine preciso entro il quale depositare l’accordo in Lega».

E se il grande sogno non fosse diventato realtà?

«Qualche problema ci sarebbe stato, inutile negarlo. Sei anni di serie B hanno creato una situazione non facile. Tenete conto che, secondo uno studio della Lega di B, ogni società perde in media 2 o 3 milioni a campionato. Noi, fra l’altro, a differenza di quasi tutti gli altri club facciamo dei forti investimenti sul settore giovanile, dai 2 ai 3 milioni l’anno, e basta un mercato senza squilli, che con la crisi economica che c’è in giro non è neanche una rarità, per trovarsi davvero in difficoltà».

Quindi?

«Quindi sarebbe servito un ridimensionamento, c’è poco da fare. Non avremmo potuto tenere insieme questo gruppo, è normale. E avremmo dovuto cominciare anche a tagliare gli investimenti sul settore giovanile».

Pericolo scampato o solo rinviato?

«Dipende da noi, ma ritengo che sia un pericolo scampato».

In che senso dipende da voi?

«Che, come ho già detto, dobbiamo essere bravi a non farci cambiare la vita. Probabilmente, anzi sicuramente la squadra andrà rinforzata, e a questo ci penseranno le persone di dovere, ma senza perdere la testa. Credo, peraltro, che l’intenzione di tutti sia ripartire da questa stessa intelaiatura».

Avete iniziato a pensare alla campagna-abbonamenti?

«Sì, ci stiamo già muovendo. L’intenzione è quella di partire fra le fine di giugno e l’inizio di luglio, non vogliamo perdere tempo».

I prezzi?

«Stiamo studiando la situazione. È chiaro che non potranno essere i 90 euro dello scorso anno. Ci sarà un aumento, ma cercheremo di tutelare il più possibile chi è stato al fianco dell’Empoli anche nei momenti meno belli».

Un occhio di riguardo ai vecchi abbonati?

«Sicuramente. E non solo per loro. Venerdì siamo rimasti tutti colpiti dalla massiccia presenza di giovani e giovanissimi allo stadio e anche i ragazzi andranno tutelati perché sono i tifosi del presente e del futuro».

Come mai, secondo lei, si sono avvicinati all’Empoli?

«Per più di un motivo. Sicuramente la squadra negli ultimi anni ha giocato molto bene creando simpatia, ma credo che anche la Scuola del tifo dell’Unione club azzurri abbia recitato un ruolo importantissimo in questo contesto».

Ha sentito che Federbet ha denunciato puntate anomale su Cittadella-Empoli?

«Ho sentito e, se è quello che volete sapere, non ho perso né il sorriso né l’appetito. Chiunque abbia visto quella gara avrà notato un primo tempo da assatanati. Poi ha prevalso la paura di perdere. Se ci sono state strane puntate in Asia non saprei che farci, ma se invece vogliono mandare qualche ispettore a verificare l’accaduto non è certo un problema. Li invitiamo anche a pranzo».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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