Gioco
Cittadella-Empoli finisce nel mirino di Federbet
L’associazione degli operatori di scommesse ha inserito la partita del 25 maggio scorso fra quelle “sospette” nel rapporto appena consegnato al Parlamento europeo
EMPOLI. Catania-Atalanta del 18 maggio, ma anche Cittadella-Empoli del 25 e Palermo-Crotone del 29 ed una sfilza di match della Lega Pro. E poi le amichevoli, come Levski Sofia-Lazio. Il calcio truccato, la combine, le partite decise a tavolino e giocate sui siti di scommesse per dettarle poi in campo sono tornate di moda in Italia: quello del Belpaese è l'unico grande campionato europeo in cui, nella stagione appena conclusa, sono state riscontrati match sospetti in serie A, nella serie cadetta e in Lega Pro.
A lanciare l'allarme è il rapporto 2013-2014 presentato oggi al Parlamento europeo da Federbet, Federazione europea di operatori del settore scommesse che ha come obiettivo il contrasto al match-fixing. Sono oltre 110 le partite sotto esame nell'ultima stagione in un'analisi a campione sui campionati d'Europa, con leghe in cui il fixing è ormai di casa, come a Cipro, in Grecia, nei paesi balcanici, in quelli baltici e dell'Est, tutti campionati minori, o dove si sta facendo pericolosamente spazio, come nelle divisioni inferiori di Francia, Portogallo e Inghilterra. Ed attecchisce anche al Nord, nei “virtuosi” paesi scandinavi, il vento della combine è spinto anche dalla crisi che erode le disponibilità economiche delle squadre e porta i giocatori, spesso ludopatici – e quindi ricattabili - e altrettanto spesso lasciati senza stipendio, a cercare altre fonti di introiti. Il mercato mondiale delle scommesse è stimato tra i 500 ed i 700 miliardi all'anno, di questi il 10% gira intorno a partite truccate. «Sono i numeri a parlare e i numeri non mentono – spiega Francesco Baranca, segretario generale di Federbet – noi analizziamo le quote prima e durante ogni match: le quote sono come le azioni della borsa, hanno un valore che dipende dal mercato, se questo valore muta per fattori che non sono sportivi, ossia non varia per infortuni o squalifiche, allora vuol dire che c'è chi sta immettendo grosse somme di denaro su un risultato particolare. E questo si fa solo in caso di combine».
Quello che sta succedendo in Italia, di nuovo. «Abbiamo riscontrato moltissime partite sospette in Italia – insiste Baranca - soprattutto in Lega Pro e ne abbiamo segnalate solo una parte, ma l'impressione è che tutto sia tornato al 2010-2011 quando il fixing era pane quotidiano». Un'allusione all'anno d'oro della manipolazione sportiva, quando bande di “italiani”, “zingari” ed “ungheresi”, mossi da Singapore, dettavano risultati, successione e numero dei goal. E riscuotevano. Poi vennero le inchieste di Cremona, Bari e Napoli che fecero luce su queste dinamiche (con pene sportive peraltro assai limitate, se non irrisorie) e la febbre della combine sembrava essere passata. Sembrava. «Nelle ultime settimane i bookmaker non si azzardavano nemmeno più a quotare le partite di Lega Pro e alcune di B, nel finale di campionato i palinsesti erano ridotti al minimo, segno chiarissimo che non ci si poteva fidare della partita, che era un agguato di fixing dietro l'altro».
E, secondo Federbet Cittadella-Empoli è una gara più che sospetta. «Il caso più eclatante è Cittadella-Empoli del 25 maggio». insiste Baranca. Pare, infatti, che sul mercato asiatico siano state ritirate le quote per il pareggio con over quando l’Empoli era avanti 2-0. Un po’ come accaduto per il pari dell’ultimo turno fra Palermo e Crotone. La quota del pareggio parte a 2.40 e chiude a 1.30. «C'è stato un milione di giocate, quando la media per la serie B è sui 100 mila euro. Sia per l'Empoli che per il Palermo il mercato asiatico non quotava la specialità 1-X-2, ossia i risultato finali, quotavano solo eventi diversi. Quando gli asiatici ritirano delle quote vuol dire che la combine è conclamata».
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