Il Tirreno

Empoli

La straordinaria scalata ai vertici dell’ex bancario

di Marco Fani
La straordinaria scalata ai vertici dell’ex bancario

Il tecnico Maurizio Sarri quasi come il papà ciclista Dalla Seconda categoria al paradiso del pallone

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EMPOLI. Una promozione fantastica, arrivata al termine di un lavoro durato due stagioni. Un lavoro meticoloso e ricco anche di insidie, passato attraverso la ricostruzione del gruppo dopo l'incredibile salvezza ai playoff col Vicenza e proseguito attraverso la sconfitta ai playoff col Livorno, fino al secondo posto di quest'anno. Il grande artefice è il tecnico Maurizio Sarri, entrato nel cuore degli sportivi empolesi.

S come... speciale. E forse in questa promozione in serie A anche il destino ha voluto metterci lo zampino. Sarri è, infatti, il quinto allenatore capace di portare l'Empoli nel massimo campionato con un cognome che inizia con la "S". Quella letterina magica - non a caso l’iniziale della parola “speciale” - del grande Gaetano Salvemini, mister del primo salto in serie A nel 1986, ma anche di Luciano Spalletti, che riportò l'Empoli nell'olimpo del calcio dopo un doppio salto dalla C1 nel 1997. Così è stato anche per Mario Somma nel 2005, quando l'Empoli stupì tutti concludendo in prima posizione insieme a Torino e Perugia. All'appello manca Silvio Baldini, artefice della scalata in serie A nel 2001. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che il cognome inizia con la lettera "B", ma è anche vero che tutti gli sportivi empolesi lo ricordano ancora oggi come il grande condottiero Silvio. O, per distinguerlo dall’altro Baldini (il difensore Daniele), più semplicemente come Silviobaldini.

Gli inizi. Mister Sarri ha fatto centro, ma l'inizio è stato in salita. Fu scelto dal direttore sportivo Marcello Carli alla vigilia del campionato 2012/2013 tra lo scetticismo generale dettato anche dalla salvezza ottenuta in extremis dopo un ballottaggio con l'allora tecnico della Primavera della Juventus, Marco Baroni. L'inizio non fu sicuramente entusiasmante, complici i numerosi infortuni che tartassarono la rosa. Ci vollero dieci giornate per conquistare la prima vittoria sul campo di Lanciano. Una scintilla che ha poi ripagato con gli interessi la società azzurra, che, nonostante le difficoltà, non ha mai messo in discussione il lavoro del suo allenatore. La beffarda sconfitta ai playout col Livorno arrivata dopo un rush da prima della classe ha permesso comunque di gettare delle solidi basi per questa stagione.

Un anno magico. L'Empoli ha continuato ad investire sui giovani, vendendo due pezzi pregiati come Regini e Saponara, ma confermando Maccarone. Nel frattempo le fondamenta gettate nella passata stagione sono diventate le basi di un grattacielo. L'Empoli non ha più abbandonato le posizioni di vertice, cogliendo anche la vittoria alla seconda d'andata sul campo della super corazzata Palermo. Qualche tentennamento c'è stato, ma Sarri ha dimostrato polso e non ha mai fatto smarrire la bussola ai suoi calciatori.

Il segreto del mister. Tra i segreti di Sarri c'è quel pragmatismo imparato fuori dal campo di calcio. Il tecnico è da sempre grande amante delle statistiche e lo studio degli avversari avviene attraverso numeri dettagliati e filmati preparati con attenzione dal vice Ciccio Calzona. Proprio come faceva ai tempi della scuola, quando si diplomò col massimo dei voti in Ragioneria per intraprendere un lavoro in banca. Ma la passione per lo sport (suo padre Amerigo è stato ciclista professionista e proprio quest'anno è tornato allo stadio dopo oltre trent'anni di assenza per vedere dal vivo la squadra guidata dal figlio) e in particolar modo per il pallone ha avuto il sopravvento. Sarri non ha avuto paura di rinunciare alle sicurezze economiche per intraprendere un grande sogno in panchina chiamato serie A. Come ama dire lui, però, ha fatto il percorso inverso: smise di giocare per lavorare in banca, ha smesso di lavorare in banca per cominciare ad allenare.

La scalata. Come tanti coetanei è partito dalla Seconda categoria, ma a differenza di altri allenatori è diventato fin da subito un vincente. L'approdo col Sansovino catapultato dai dilettanti in serie C2 è stata la molla per iniziare a fare seriamente il tecnico di professione, con la consacrazione successiva in serie C1 alla Sangiovannese. Tra i professionisti (ha allenato anche in altri grandi piazze come Verona, Pescara, Grosseto, Avellino, Alessandria e Sorrento) non sono mancate anche le amarezze e gli esoneri. Ma lui non ha mai mollato e a 55 anni è diventato finalmente un allenatore di serie A.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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