Il Tirreno

Empoli

I gemelli del gol fanno impazzire Empoli

di David Biuzzi
I gemelli del gol fanno impazzire Empoli

In una partita più complicata del previsto (e del dovuto) sono gli eterni Ciccio e Big Mac a regalare tre punti d’oro

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EMPOLI. Chi ce li ha, due così, farebbe bene a tenerseli stretti. Sono Massimo Maccarone e Francesco Tavano. O, se preferite, Big Mac e Ciccio. Due "ragazzi" di 35 primavere (da celebrare a giugno il primo, appena festeggiati l'altro) che, in modo diverso e con caratteristiche differenti, stanno dando voce, forza e sostanza al sogno di un popolo, quello di fede azzurra.

Preparate le statue. O almeno ci riescono (non è la prima volta...) contro la Juve Stabia. In una gara che per l'Empoli diventa complicata, maledettamente complicata, decisamente molto più complicata di quando non dica la classifica. Sono principalmente loro, infatti, a regalare tre punti che, per la truppa di Sarri, valgono oro. Non fanno tutto da soli, ci mancherebbe, ma visto che il gol è l'assenza del calcio sono proprio loro due a metterci la firma in calce. Il primo, che rientra dopo due giornate e non sta neanche troppo bene, ci riesce sfruttando una delle doti che lo hanno resto il bomber più prolifico della storia del pallone empolese: l'opportunismo. L'altro, invece, con una sberla di destro talmente violenta che sembra scagliata non solo dall'attaccante ma da tutta la gente del Castellani e che (questo vale soprattutto per gli ultrà della Maratona) non smettono mai, ma proprio mai, di crederci). Due eroi moderni, in sostanza, che la città potrebbe (o, forse, dovrebbe) celebrare con due monumenti (uno a testa, please) per quello che hanno dato, quello che stanno dando e quello che daranno.

A fatica. Celebrati i protagonisti (ma servirebbe un libro soltanto per raccontare la partita di Maccarone: valga per tutto e tutti l'episodio del 31' della ripresa, quando si guadagna la meritata ovazione dello stadio per un decisivo recupero difensivo nell'area di rigore di Bassi…) bisogna pur raccontare quello che succede sul rettangolo verde. Dove, come accennato, gli azzurri faticano assai. Ed è giustificato solo l’avvio stentato. In avvio, infatti, Braglia disegna un 4-3-3 che, in realtà diventa presto un “5-5-nessuno” con un falso centravanti, il baby Parigini, che addirittura marca a uomo Valdifiori. Di spazi, insomma, neanche a parlarne. Serve una palla inattiva o la giocata di un singolo per rompere il muro di gomma sui cui rimbalzano sistematicamente gli azzurri. Succede, al 34', quando una punizione di Maccarone trova Benassi impreparato, ma Tavano lestissimo al tocco vincente. Strada in discesa, insomma. Solo che l'Empoli commette lo sbaglio di crederci troppo. E, di sicuro, quello di arretrare troppo per giocare un calcio che non è il suo. E, infatti, il tempo si chiude con il "castigo" firmato Zampano (dopo una parata di Bassi su Doukara e un rinvio sbagliato di Moro). La ripresa, così, inizia con gli azzurri ancora in tilt (mentale) e la gara che sembra prendere una brutta piega. La cambia Sarri, però, sganciando prima Pucciarelli (per uno spento Verdi), poi Castiglia (per Moro). L'Empoli, infatti, riprende a macinare calcio. Non a livello eccelso, ma tanto basta per prendere d'assalto le "vespe". A farle crollare, poi, ci pensa Big Mac, che sfrutta un rimpallo Contini-Ghiringhelli ed esplode un missile che fa esplodere (ma di gioia) il Castellani.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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