Il Tirreno

Empoli

Altra testata in faccia all’Empoli

di David Biuzzi
Altra testata in faccia all’Empoli

Stavolta è quella di Odoumadi a stendere gli azzurri, ma a decidere stavolta sono... le assenze

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VARESE. Ancora una testata, ancora un maledetto colpo di testa. Lo piazza Odoumadi, che è tutt’altro che un colosso, al minuto numero 14 della ripresa e tanto basta ad affossare l’Empoli. O almeno quello che resta dell’Empoli, visto che Sarri deve fare di necessità virtù e, alla resa dei conti, non riesce a trovare (semplicemente perché non ci sono) le soluzioni per rialzare la testa e dare continuità all’acuto sulla Reggina.

Anche la sfortuna. Senza Tavano, Tonelli, Croce e anche il vice-bomber Mchedlidze, insomma, diventa tutto complicato. Il tecnico ritrova Moro, questo sì, e sgancia il fresco Castiglia per Eramo. Nonostante i cerotti, insomma, gli azzurri non hanno intenzione di sciogliersi come le lacrime nella pioggia di Blade Runner. E, infatti, se la giocano a viso aperto per tutto il primo tempo, facendo anche qualcosina di meglio rispetto ai padroni di casa. Certo è provvidenziale Bassi a dire di no (da campione) a Neto Pereira al 29’, ma alla resa dei conti l’occasionissima è quella che Maccarone si costruisce poco dopo (33’) e conclude con un destro terrificante che supera Bressan e si schianta contro la traversa. È un segnale di vitalità, senza dubbio, ma al tempo stesso un brutto segnale. In una gara che si gioca sul filo del rasoio, infatti, l’Empoli avrebbe bisogno più che mai di essere concreto e anche fortunato per guadagnarsi qualche vantaggio. Perché il Varese qualche asso nella manica da calare a gara in corso ce l’ha (non a caso, nella ripresa, entreranno giocatori come Pavoletti e Zecchin e resterà in panchina Calil...), mentre la panchina azzurra è imbottita di difensori e mediani con il solo Shekiladze come possibile alternativa per un attacco dove Big Mac c’è sempre, Verdi si conferma in crescita ma Pucciarelli paga la seconda partita consecutiva, e soprattutto, la poca benzina messa in serbatoio nei giorni scorsi a causa di una tendinite (e non a caso, anche in questo caso, nel recupero sarà Pratali ad andare a fare la punta...).

Sbandamento fatale. Anche la ripresa inizia con gli azzurri che hanno gambe, cuore e testa ben piantati dentro la partita, ma dopo 10 minuti intensi la squadra tira il fiato e, soprattutto, commette l’errore fatale. Su un cross piuttosto banale di Fiamozzi, infatti, Laurini stringe al centro come da copione, ma alle sue spalle Moro è in ritardo sull’inserimento di Odoumadi che, di testa, trova l’angolino e segna il gol che scrive la storia del match. Che l’Empoli non abbia la forza per scalare la montagna, infatti, è chiaro fin da subito. Tanto che Sarri deve arrangiarsi con Mario Rui (per Hysaj) per provare aumentare la spinta da dietro (e con Pratali al posto del mezzo acciaccato Rugani). Potrebbe anche starci, la mossa, solo che il portoghese - dopo un buon impatto sul match - e l’arbitro Mariani decidono di chiudere definitivamente i giochi. Il terzino lo fa sbracciando un po’ troppo su Corti, il direttore di gara con un rosso diretto decisamente severo (anche in considerazione del numero di falli complessivamente commessi: 22 a 10 per i padroni di casa). Al minuto numero 31, insomma, l’Empoli è sotto di un gol e di un uomo e, francamente, pensare alla rimonta sembra fantascienza (anche se, al 48’, un guizzo dell’unica punta di scorta, Shekiladze, sembra addirittura poter concretizzare il miracolo).

Guardare avanti. Ma non è serata, insomma. Tolti due aspetti di non poco conto: l’Empoli è ancora 2º (anche se il vantaggio sulle terze ora è di 1 punto solo) e, soprattutto, gli assenti sono sulla via del ritorno.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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