Sicurezza
Torna la primavera e l’Empoli (ri)sboccia
In appena 40 minuti annienta la Reggina con un poker di reti e spazza via il lungo e gelido inverno del Carlo Castellani
EMPOLI. Il lungo inverno del Castellani è finito. Già, perché per una stagione intera l’Empoli ha fatto i conti con una maledizione pesante, pesantissima. Quella di non riuscire a vincere in casa. L’ultima volta era capitato il 17 novembre scorso, a poco più di un mese dal solstizio, contro il Lanciano. Poi il “gelo”, almeno sotto il profilo dei risultati, con tanti pareggi e un paio di rovinose cadute. Ora che si è consumato l’equinozio di primavera, però, la truppa di Sarri è sbocciata. Nuovamente sbocciata. Lo dimostra spazzando via la Reggina e cancellando 4 mesi di astinenza con 40 minuti da sogno. D’accordo, il tempo sarà pure relativo (così come il valore oggettivo dei calabresi...) secondo la teoria di Albert Einstein che ha rivoluzionato la fisica e il mondo conosciuto, ma l’impresa resta. Anche perché gli azzurri a questa gara ci erano arrivati con più dubbi (una sola vittoria all’attivo nel 2014, tutto il vantaggio sulla terza ormai andato, tante assenze fra infortuni e squalifiche) che certezze, con più guai che gioie. Se ne escono, invece, con tre punti in tasca, il secondo posto rafforzato e una buona dose di consapevolezza (se non entusiasmo) come carburante necessario per gettarsi in un finale di stagione da vivere partita per partita.
Il monologo. Quella con la Reggina, intanto, se ne va via in fretta. Nonostante le assenze di grossi calibri come Tonelli, Croce e Tavano, infatti, gli azzurri impiegano davvero poco per prendere possesso della partita. Complice il 4-1-4-1 fin troppo guardingo dei calabresi, la gara si sviluppa con 21 giocatori (tutti tranne Bassi) in una metà campo (quella ospite, è chiaro) e con la palla che circola sembra fra i piedi di Moro e compagni. L’unico problema potrebbe essere quello di sbloccare il risultato, ma a questo ci pensano l’asse Valdifiori-Rugani-Big Mac, gli schemi di Ciccio Calzona (il vice di Sarri che cura le palle inattive) e una colossale (e non unica) dormita della difesa della coppia Zanin-Gagliardi: al minuto numero 12, in sostanza, una punizione banale - ma sfruttata con estro (proprio) e complicità (avversarie) - si trasforma nel vantaggio e il più è fatto. Anche perché la Reggina non solo non reagisce ma addirittura si scoraggia. Encefalogramma piatto, in sostanza con l’Empoli che continua a dominare la scena. In rapida successione, così, Pucciarelli si conferma sia un eccellente bomber di scorta - nonostante giochi non al meglio - che un autentico anti-Reggina (già due gol ai calabresi prima di questo incrocio) firmando raddoppio e poker. E, in mezzo c’è gloria anche per Rugani. Una sinfonia azzurra, per farla breve.
Gestione. Così, nella ripresa, l’Empoli si limita a gestire la partita facendo rifiatare qualcuno degli elementi più usurati e concedendo qualcosa agli ospiti - che, peraltro, neanche ci credono - solo nel primo spicchio di seconda frazione. In particolare sulla corsia di Hysaj, perché Maicon è il più volenteroso dalla sua truppa. A disinnescarlo ci pensa Bassi, che si guadagna un (buon) voto in pagella con due interventi sul brasiliano (eccellente il primo su un insidiosissimo e violento tiro-cross) e uno su una sberla di Pambou. Tutto il resto non è noia, come cantava il Califfo, ma poco più di una passeggiata. Già, perché (come si diceva) è tornata la primavera e l’Empoli è di nuovo in fiore.
@DavidBiuzzi
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