Gioco
Il Mourinho di Fucecchio eroe della favola bianconera
Il presidente: «Salvadori sembra Conte». Il mister: «Mi vedo più Montella o José» E dopo il trionfo in Coppa riflettori sul campionato, la doppietta è a un passo
FUCECCHIO. «A inizio stagione il nostro sogno era quello di arrivare ai play-off. Ora, invece, che abbiamo vinto la Coppa Toscana e con una quasi certa vittoria del campionato, posso dire che stiamo vivendo qualcosa di più... una favola». Parole e musica di Fabrizio Salvadori, mister del Fucecchio che mercoledì sera, battendo 2-0 il Badesse, ha portato a casa la Coppa Toscana - e con essa l'aritmetica certezza di salire in Promozione - oltre ad avere un'altra ulteriore possibilità di scrivere la storia, visto che il vantaggio a dir poco rassicurante per vincere il girone permetterà di conquistare il cosiddetto "double", cioè l'accoppiata campionato-coppa di categoria. Una favola, insomma, iniziata due anni fa, come racconta uno dei due presidenti (l'altro è Luca Lazzeri) Francesco Del Gronchio: «Siamo ripartiti nel 2012 - ricorda - da una retrocessione in seconda divisione, col morale a terra. Da lì, grazie ad uno staff tecnico all’altezza e all'impegno dei dirigenti della "vecchia guardia", penso ad esempio a Gino Colibazzi e Piero Boldrini , siamo riusciti a risalire in prima categoria l'anno scorso e a fare una stagione fantastica quest’anno, che non c'immaginavamo potesse essere così bella ed intensa». E il segreto di questa stagione da record?
«Come ho già detto - continua Del Gronchio - l'importanza dello staff tecnico è stata fondamentale. Mister Salvadori è un fanatico della tattica, mi ricorda un po' Antonio Conte. Poi il diesse Massimo Soldaini, che dovunque sia andato ha vinto, spesso insieme a Salvadori. E ovviamente i giocatori, tanti dei quali fucecchiesi doc, che hanno creduto in questo progetto». E Salvadori, il "novello Conte", la penserà come il suo presidente? «Conte è un grandissimo allenatore - sottolinea - però io sono nato attaccante, mi vedo di più in uno come Montella o, con le dovute proporzioni, in Mourinho, perché lui riesce a far fare di tutto al proprio gruppo pur di vincere le partite, col collettivo che viene prima del singolo».
Una simpatica differenza di vedute tra due dei protagonisti di quest'annata magica del Fucecchio, col presidente che dipinge il proprio allenatore come un "piccolo Conte" e il mister stesso che, forse per la sua fede gigliata, risponde ridendo di immedesimarsi maggiormente in Montella o in Mourinho. Una sorta di "special one" fucecchiese, insomma, che come il mago di Setubal è riuscito a tirar fuori dai propri ragazzi più del massimo. E se a Fucecchio non ci potrà essere il triplete, quasi sicuramente ci sarà un prestigioso double, al culmine di un’annata che non si riesce quasi più a definire vista la sua inaspettata sontuosità. E mercoledì, con 200 tifosi a sostenere la squadra contro il Badesse, c'è stata la dimostrazione dell'affetto della tifoseria per la squadra e di quanto ci fosse bisogno di un Fucecchio nuovamente forte sulla scena regionale. C'erano veramente tutti: i giovani - gli "sgangherati"- più scalmanati, tanti ex giocatori e i "vecchi" che per una vita hanno seguito un team che negli anni Novanta ha vissuto il suo periodo d'oro. Ora, con una squadra giovane e piena di tanti ragazzi "di paese" ci sono tutti i presupposti per continuare a sognare, ovviamente in maniera "sgangherata".
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
