Il Tirreno

Empoli

Punto d’oro per un piccolo Empoli

di David Biuzzi
Punto d’oro per un piccolo Empoli

Azzurri opachi al Braglia, ma grazie alle prodezze di Bassi arriva il miglior risultato possibile

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MODENA. Chiariamo subito il concetto: è un punto d’oro. E, il pareggio, è anche la cosa migliora del pomeriggio del Braglia, insieme alle prodezze di Bassi che permettono di portarlo a casa. Già, perché a Modena va in scena un azzurro opaco, forse il meno scintillante della stagione in formato trasferta, e per la prima volta il nulla di fatto che ne viene fuori ha davvero il gusto del mattoncino guadagnato. Finora, in effetti, c’era sempre stata qualche recriminazione, qualche «se» e qualche «ma» piazzati in qualche angolo del match. Stavolta, invece, all’Empoli è andata bene. Punto e basta.

Prodezze in serie. Viste le difficoltà del momento e della partita, insomma, c’è da essere soddisfatti. Perché non perdere in giornate del genere è i importante. Alla resa dei conti, infatti, l’Empoli fa tutto peggio del Modena. Che non incanta, ci mancherebbe, ma parte decisamente meglio - sotto il profilo fisico e non solo - e nei primi 20 minuti sfiora un vantaggio che meriterebbe in quattro occasioni. Due errori di mira dei canarini e altrettante prodezze di Bassi (davvero straordinaria la prima parata, quella sulla punizione dal limite calciata magistralmente da Babacar) permettono agli azzurri di restare con la testa fuori dall’acqua e, piano piano, se non altro la gara torna sui binari dell’equilibrio. La truppa di Sarri, infatti, sulle spalle si porta il peso (psicologico e non solo) del ko con l’Avellino. Manca la serenità, ma manca anche la gamba. Perché Eramo e Moro, per motivi diversi, non sono e non possono essere al meglio della condizioni. Ma anche perché qualcuno dei big sta tirando il fiato. Come Maccarone, che fatica soprattutto nel primo tempo, o Valdifiori, mai così in difficoltà nel trovare spazi vitali e giocate interessanti in verticali. In un contesto del genere, insomma, del gioco brillante di sempre non c’è traccia e, di occasioni, manco a parlarne.

Timida ripresa. Qualcosa, come accennato, sembra migliorare con il passare dei minuti, perché anche il Modena deve tirare il fiato. Così, quando cala l’ardore agonistico dei gialli (che saranno pure canarini, ma sembrano un branco di aquile feroci e affamate...) gli azzurri riescono a tenere un po’ la palla fra i piedi (succede di rado anche per colpa del fondo del campo: sembra un tappeto verde ma ha più buche dell’Aurelia). Per costruire occasioni, però, serve altro. Così, l’unica, è un’invenzione personale di Verdi che, in avvio di ripresa, costringe anche Pinsoglio a dimostrare il suo valore. Sembra l’inizio di una nuova sfida, ma in realtà appena il Modena riesce ad alzare nuovamente il ritmo torna ancora a pungere. Solo che, nella seconda parte del match, la difesa ritrova le solite certezze (oltre ai soliti problemi sul gioco in alta quota) e Babacar si disinnesca quasi da solo finendo spesso in fuorigioco. Resta il più pericoloso, l’ex viola, ma continua o ad avere problemi di mira o a perdere inesorabilmente il duello con un Bassi in formato super. Tanto che proprio alla scadere, per superarlo, sceglie anche le cattive maniere, con un fallo che solo l’arbitro Chiffi non vede e che innesca l’ultima occasioni dei locali. La sventa Tonelli, stavolta, certificando un punto che vale assai. Perché, come diceva il grande Eduardo De Filippo, ormai è chiaro che in casa Empoli «ha dà passà a’ nuttata». E - in attesa che tornino gli assenti, torni lo smalto e tornino i successi - anche un piccolo passo può avere un peso specifico rivelante. A patto, ovviamente, di farlo fruttare (vincendo) il prima possibile.

@DavidBiuzzi

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