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Il Prestigiatore «Un brutto gesto è giusto pagare»

Il Prestigiatore «Un brutto gesto è giusto pagare»

Il centrocampista ha rivisto il suo intervento in televisione «Dal campo non avevo avuto la stessa percezione»

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EMPOLI. Le punizioni, per lui, sono state due. E tutti e due molto severe. Prima del “pacchetto regalo” delle tre giornate di squalifica decise dal giudice sportivo, infatti, Daniele Croce è rimasto di sasso di fronte... a se stesso. Ovvero, quando ha rivisto in tv le immagini della sua espulsione ha stentato a credere ai suoi occhi. E, soprattutto, al suo gesto.

«Non è stata una gomitata volontaria», aveva spiegato a caldo, cioé a fine match, ma i replay delle tv gli hanno fatto non esattamente cambiare idea, ma almeno correggere il tiro. «In effetti – spiega il Prestigiatore – il mio è stato proprio un brutto gesto. In realtà volevo liberarmi dall’avversario che mi tratteneva e mi dava qualche calcetto da dietro, ma proprio non mi ero accorto di averlo colpito in modo così violento. Che dire? Ho sbagliato ed è giusto che paghi».

Non le sembra, però, che il conto sia un po’ troppo salato?

«Francamente tre giornate sono tante, forse davvero troppe. È stato un brutto intervento, ma era inserito in una fase di gioco. Non ho preso a pugni un avversario mentre la palla era da un’altra parte, ce l’avevo io tra i piedi».

E, invece, è stato squalificato proprio come chi prende a pugni gli avversari...

«Sono onesto quando dico che ho sbagliato, sono onesto quando dico che non mi sembra che il mio intervento possa essere equiparato a quello di chi ha dato un morso all’avversario (è il caso di Nadarevic, del Bari, che è stato fermato anche lui per tre giornate per aver, appunto, morso Falcinelli del Lanciano, ndr). Però non me la sento neanche di gridare all’ingiustizia perché chi sbaglia, come ho fatto io, deve comunque pagare».

Si aspetta che la società faccia ricorso per lei?

«Questo dovete chiederlo a loro. Io, ribadisco ancora una volta, non sono nelle condizioni di chiedere niente a nessuno, se non scusarmi con tutti, perché ho sbagliato. Per il resto deciderà la società».

Sembra più deluso per il suo gesto che per la decisione del giudice sportivo.

«È così. I tre turni sono una mazzata, non lo nego, ma è stato peggio rivedere quello che ho fatto. Io non sono un giocatore violento, non mi era mai capitata una cosa del genere e ci sono rimasto male».

Già, perché il Prestigiatore è talmente corretto che, evidentemente, non riesce neanche a liberarsi da una trattenuta. Ma questo, evidentemente, il giudice sportivo non lo sa...

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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