Sicurezza
Ora è... il mal di testa il vero nemico dell’Empoli
Non solo nervosismo: tutti i gol presi nel 2014 (6) sono arrivati nello stesso modo Il vice-allenatore Calzona: «Limiti e casualità, ma anche alcune colpe nostre»
EMPOLI. C’è un libro straordinario di Nick Hornby (il geniale scrittore che ha raccontato la passione per l’Arsenal in “Febbre a 90º” i cui libri, a dirla tutta, sono quasi sempre straordinari), che è diventato un film (presto al cinema in Italia) e che calza a pannello, oggi, per l’Empoli. S’intitola “Non buttiamoci giù” e racconta di quattro aspiranti suicidi che si trovano in cima allo stesso palazzo nello stesso momento e con la stessa idea malsana.
Ovviamente decidono poi di non farlo, proprio come dovrebbe fare l’Empoli. Che, dopo l’harakiri sportivo di venerdì sera, ha bisogno soprattutto di ritrovare serenità (visto che il nervosismo sfocia sempre nella sconfitta...) e guarire dal mal di testa. Un doppio mal di testa, anzi. Già, perché c’è quello metaforico, con gli azzurri che sistematicamente falliscono ogni buona occasione per allungare il passo, ma anche quello dannatamente concreto, dei gol incassati: in uesto primo scorcio di 2014 sono stati 6 e tutti, appunto, di testa. Molto diversi fra loro, è vero, ma tutti di testa (di cui due, con Carpi e Avellino, su calcio d’angolo). «C’è una parte di casualità in tutto questo – spiega Francesco Calzona, il vice di Sarri che cura soprattutto il lavoro difensivo (e offensivo) sulle palle inattive – ma non solo quella. La nostra squadra, ad esempio, ha una statura media piuttosto bassa e qualcosa, di fatto, paga. Negli ultimi tempi, poi, bisogna sinceramente ammettere che abbiamo fatto qualche passo indietro. Quindi ci rimetteremo sotto a lavorare».
Sulle palle inattive continuerete a difendere a zona?
«Sì. Abbiamo anche chiesto ai ragazzi se fossero più sicuri con la marcatura a uomo, ma ci è stato detto di no. D’altra parte, ripeto, senza tanti giocatori alti verrebbero fuori duelli impari nella nostra area. E meno male che abbiamo un portiere,Bassi, che esce tantissimo e ci risolve tanti problemi».
Quindi continuerete così?
«Come noi studiamo gli avversari, gli avversari studiano noi. Ultimamente, ripeto, qualche problema c’è stato. Difendendo a zona bisogna essere concentrati al 101% e, magari, ultimamente abbiamo perso qualcosina. Vorrà dire, ripeto, che torneremo a lavorarci come e più di prima».
Appunto. Basta questo, il lavoro. E non buttiamoci giù.
@DavidBiuzzi
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